Elezioni regionali. Le proposte di Confartigianato: la Lombardia che vogliamo

Ripartire insieme dalle buone ragioni dell’economia reale, cioè dalle ragioni delle imprese e del lavoro resta, a nostro avviso, la via primaria per “tornare a crescere”.

La nostra proposta – dichiara Eugenio Massetti, Presidente Confartigianato Lombardia-  pone al centro il “valore artigiano”, quell’insieme di valori storici tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo, che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo e di intere comunità e società locali nel difficile percorso per affrontare in modo solidale le difficili sfide della modernità. Un valore artigiano che oggi si confronta con due grandi driver di cambiamento: globalizzazione dei mercati e tecnologie digitali. Due driver che non mettono fuori uso l’artigianato “tradizionale”, ma lo abilitano ad essere protagonista nel futuro. Ed è in questo contesto che si colloca il modello produttivo italiano di economia 4.0 capace di ricomporre crescita del PIL e sviluppo del benessere delle persone e delle comunità locali.

Riteniamo quindi che lo sviluppo della Regione, locomotiva del  Paese,  passi  dalla crescita competitiva delle MPI, dell’impresa a valore artigiano e dell’impresa diffusa e delle loro capacità di fare innovazione, incrementare la produttività e contemporaneamente essere risorsa e animare il territorio.

LA LOMBARDIA CHE VOGLIAMO è quella:

- dove l’impresa diffusa possa continuare ad essere il tessuto connettivo e fondante e la Regione deve sostenere la transizione delle micro e piccole imprese nel nuovo contesto competitivo.

- che non sia solo la locomotiva del nostro paese, ma un’area produttiva che stia a pieno titolo fra le economie continentali più avanzate e la  Regione deve valorizzare le eccellenze e insieme supportare l’intero sistema produttivo.

- a sviluppo plurale, dove ogni territorio possa crescere secondo la propria vocazione e specificità, ma in una prospettiva integrata  e complementare fra le diverse aree e la Regione deve saper dare attenzione ai territori e, a livello istituzionale, definire un assetto più funzionale e al loro sviluppo.

- attrattiva per chi vuole investire e fare impresa e la Regione deve adottare politiche che premino il merito, liberino il sistema delle imprese dalle “zavorre”, sostengano chi vuole fare impresa.

- dove tutti i soggetti istituzionali, sociali, economici lavorino insieme per costruire uno sviluppo sostenibile e la Regione deve valorizzare la sussidiarietà e consolidare il rapporto con le rappresentanze degli interessi, le forze sociali e i corpi intermedi, quale risorsa strategica.

Chiediamo  alle forze politiche e ai candidati Governatore della Regione – conclude il Presidente Massetti- di ascoltare le ragioni delle MPI, dell’impresa a valore artigiano e dell’impresa diffusa in Lombardia per programmare le future politiche per l’impresa e il territorio.

Autonomia istituzionale, competitività delle imprese, mercato del lavoro e formazione, welfare, ambiente ed energia, fiscalità, infrastrutture e mobilità, sicurezza e legalità sono i temi delle nostre proposte.