Privacy. Confartigianato e Ueapme:

‘No a sanzioni a Pmi nel primo anno di applicazione del Regolamento’

No a sanzioni alle Pmi nel primo anno di applicazione del Regolamento sulla privacy. Lo chiedono le Organizzazioni europee Ueapme (l’Unione Europea dell’Artigianato e delle Pmi), Eurochambres e Hotrec in una lettera congiunta al Commissario Ue Vìra Jourová nella quale sollecitano alla Commissione Ue di raccomandare agli Stati membri e alle Autorità nazionali per la protezione dei dati di non comminare immediatamente sanzioni alle Pmi durante il primo anno di applicazione del regolamento e di continuare ad investire in attività di supporto e consulenza per le piccole imprese.

In vista del 25 maggio, data nella quale cambieranno in tutta Europa le regole della privacy, le tre Organizzazioni europee sottolineano di sostenere fortemente i diritti fondamentali dei cittadini europei riguardo la protezione dei dati personali. “Gli imprenditori – sottolinea Ulrike Rabmer-Koller, Presidente di Ueampe – si preoccupano della loro privacy e di quella degli altri. Questo è il motivo per cui le Organizzazioni a livello nazionale, regionale e settoriale hanno fornito molte informazioni e consigli durante il periodo di transizione dei due anni per garantire il rispetto delle regole”. Tuttavia, molti degli orientamenti e delle note interpretative del cosiddetto gruppo di lavoro articolo 29 (1) sono stati emessi solo negli ultimi mesi. Inoltre, la maggior parte degli Stati membri non è ancora pronta per il GDPR. Tutto ciò sta creando molta incertezza sull’interpretazione del nuovo regolamento. “Sosteniamo – ha aggiunto Rabmer-Koller – l’idea di un diritto unitario, ma non ci si può aspettare che le Pmi siano pienamente conformi a questa legislazione estremamente complicata fin dall’inizio, se anche i responsabili dell’applicazione non concordano sulla sua interpretazione”. Pertanto, le tre Organizzazioni chiedono al Commissario Jourová di raccomandare vivamente agli Stati membri e alle autorità nazionali per la protezione dei dati di investire in attività di sostegno e consulenza a favore delle PMI e impegnarsi, durante il primo anno, ad avvisarle in caso di non conformità al Regolamento, non comminando direttamente sanzioni. “Non si tratta – ha concluso Rabmer-Koller – di indebolire la legislazione dell’UE, ma è una buona pratica comprovata messa in atto dalla maggior parte delle autorità di controllo”.

Le sollecitazioni di Ueapme sono condivise da Confartigianato. Il Segretario Generale Cesare Fumagalli sottolinea: “A pochi giorni dalla piena operatività del Regolamento UE sulla privacy, vi è ancora troppa incertezza che rischia di mettere in serie difficoltà soprattutto le micro e piccole imprese. Occorre dare più tempo alle imprese per allinearsi alla nuova disciplina prevedendo, come in Francia,  un periodo di grazia almeno per i primi sei mesi durante il quale non applicare le sanzioni”. “Siamo  fiduciosi  –  prosegue  Fumagalli –  che nel decreto di adeguamento dell’ordinamento  italiano  sia  data  particolare attenzione alle esigenze delle  micro  e  piccole  imprese,  come  vuole  il Regolamento. Per questo chiediamo  semplificazioni  e soprattutto adempimenti proporzionati in base al principio del  Think Small First, Pensare innanzitutto al piccolo. Su  questo  punto fondamentale sarà il ruolo del Garante della Privacy cui viene  attribuito il compito di emanare linee guida con specifiche modalità semplificate per le micro e piccole imprese”.

“Le microimprese e le PMI – ha commentato la presidente di Hotre, Susanne Kraus-Winkler – stanno lavorando duramente per cercare di capire come applicare correttamente il regolamento. Tuttavia, allo stato attuale, non vi è certezza del diritto. Ciò significa che la legislazione potrebbe essere interpretata in diverso modo a livello nazionale dagli Stati membri, nonostante si tratti di un Regolamento. Per evitare pratiche sleali, un periodo di grazia di un anno sembra un approccio ragionevole”. “Il GDPR – ha affermato da parte sua il presidente di Eurochambres Christoph Leitl – è un atto legislativo dell’UE molto complesso e importante. È anche pionieristico sotto diversi aspetti, quindi tutti gli occhi del mondo sono rivolti all’UE. Questo è un altro motivo per cui è fondamentale procedere nel modo giusto, non solo in termini di testo di legge, ma anche sulle modalità di attuazione e applicazione. I nostri suggerimenti sembrano ragionevoli, dati i ritardi in molti Stati membri”.