CONGIUNTURA TERZO TRIMESTRE 2018 - per l’artigianato rallenta la velocità di crescita, ordini interni in calo. Massetti: serve cogliere i segnali deboli

06.11.2018

“È un terzo trimestre all’insegna della frenata della crescita quello descritto dai dati presentati oggi, dati che generano una qualche preoccupazione. Un rallentamento che si verifica soprattutto sul fronte degli ordini interni, particolarmente importante per le aziende artigiane, e che invita a non abbassare la guardia. Non ci fa stare tranquilli neppure il rallentamento dell’economia europea e della Germania in particolare – uno  tra i principali mercati di riferimento delle imprese lombarde, che mostra i primi segni di cedimento con tassi di crescita 2018 e 2019 rivisti al ribasso” afferma Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia, a commento dei dati della congiuntura lombarda presentati oggi .

 

Nel terzo trimestre 2018 la produzione delle aziende artigiane resta infatti in terreno positivo a livello congiunturale (+0,1% destagionalizzato), ma si registra una decelerazione sia per il risultato tendenziale del singolo trimestre (+1,4%) sia per la media dei primi tre trimestri (+2,1%). L’indice della produzione è a quota 98,2 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), ancora sotto quota 100.

 

Da un punto di vista settoriale è un momento difficile per il comparto moda, in particolare per l’abbigliamento (-4%) ma anche per il tessile (-0,9%) e le pelli-calzature (-1,2%). Variazioni negative si registrano anche per la carta-stampa (-0,9%) e la gomma-plastica (-0,8%). Gli altri settori evidenziano invece variazioni produttive positive, ancora particolarmente significative per siderurgia (+6%) e meccanica (+3,5%). Incrementi più limitati si registrano per le manifatturiere varie (+1,5%), i minerali non metalliferi (+0,9%), gli alimentari (+0,4%) e legno-mobilio (+0,2%).

 

Scende sotto il 50% la quota di aziende in crescita (45%), con quelle in contrazione salite al 30% e le stazionarie al 25%.

 

Il fatturato a prezzi correnti cresce ancora su base annua ma con un rallentamento piuttosto evidente, con la variazione media dei primi tre trimestri al +1,9% e una contrazione congiunturale del -0,2%.

 

Si registra una svolta congiunturale negativa anche per la domanda interna (-1,3%) associata ad una decelerazione tendenziale (-0,5%). Rimane positiva invece la domanda estera che mostra un incremento congiunturale (+0,8%) associato a una crescita media dei primi tre trimestri del 2,0%, a fronte però di una quota dell’estero sul fatturato totale ferma al 7%.

 

Il saldo occupazionale è molto vicino allo zero, in territorio negativo (-0,2%) a causa di un rallentamento del tasso d’ingresso (2,1%) e un aumento del tasso di uscita (2,3%); al netto degli effetti stagionali i livelli occupazionali rimangono invariati rispetto al trimestre precedente. Il ricorso alla CIG appare in rallentamento, con una quota di aziende che dichiarano di avervi fatto ricorso che scende all’1,9% e la quota sul monte ore allo 0,3%.

 

Le aspettative mostrano un miglioramento per produzione e domanda interna. Una stabilizzazione in territorio negativo per la domanda estera e un peggioramento per l’occupazione.

 

"Le imprese a valore artigiano hanno imparato in questi anni a reagire, a prevenire le difficoltà; è probabilmente questo il momento migliore per fare piani e strategie per il futuro prossimo. Servono però anche politiche che a tutti i livelli affrontino le questioni strutturali della nostra economia, con più spese per investimento che spese per assistenza. In questa direzione va anche il nostro giudizio sulla manovra finanziaria”, conclude Eugenio Massetti.

 

 

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