ENERGIA - Indice Confartigianato: costi dell’energia ai massimi da 7 anni per le MPI

23.01.2019

 

“Bollette elettriche ai massimi. Un pesante fardello che compromette il lavoro delle imprese, ostacolando gli sforzi di crescita e allargando il divario tra la competitività della nostra economia e quelle degli altri paesi europei”: il Presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti commenta così i numeri appena pubblicati dall'Ufficio Studi di Confartigianato sui costi dell'energia elettrica, che ha analizzato il contesto nel quale si inserisce la dinamica dei prezzi dei costi energetici delle imprese.

 

Nel primo trimestre del 2019 proseguirà infatti la crescita del costo dell’energia elettrica, toccando il massimo da 7 anni a questa parte: una stangata con aumenti del 12%. Un inizio d’anno caratterizzato da segnali di rallentamento dell’economia europea ed italiana: con a novembre i due maggiori paesi europei  interessati da un marcato calo congiunturale della produzione manifatturiera(-1,8% per la Germania e 1,7% in Italia); un peggioramento generalizzato del clima di fiducia delle imprese(a dicembre il sesto calo consecutivo) che ci riporta sui livelli di due anni fa; un aumento dei prezzi alla produzione (a novembre 2018 +1%) e crescita del costo del lavoro per le imprese manifatturiere (+1,4%).

 

È in questo contesto che si inserisce la dinamica dei prezzi dei costi energetici delle imprese. Sul mercato di maggior tutela una micro-piccola impresa con potenza impegnata di 45 kW e consumo annuo di 59 Mwh paga una bolletta pari a 12.811 euro, in aumento dell’1,3% rispetto al trimestre precedente (167 euro in più) e del 6,9% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (824 euro in più), consolidando il valore massimo dall’inizio delle rilevazioni nel 2012. Sul trend influisce il recupero del mancato gettito dovuto al contenimento degli oneri deciso dall’Autorità per il terzo e quarto trimestre 2018, finalizzato ad ammortizzare gli aumenti del costo della materia prima energia. 

 

“Bisogna che lo Stato vigili sulle bollette e noi continueremo a farlo. Anche per questo motivo il ruolo del nostro CEnPI, il consorzio energia per le imprese di Confartigianato, è fondamentale: perché oltre a fornire utili servizi di monitoraggio per capire i costi e l’andamento dei consumi, offre a chi vi aderisce un concreto risparmio in bolletta, dal 10 al 30% e le verifiche di esperti delle voci aggiuntive e imposte in fattura, oltre a tutta l’assistenza nelle gestione dei contratti e pratiche, svolgendo dunque un’attività di tutela  e un servizio che si differenzia dal chi invece si preoccupa solo di vendere”, spiega Eugenio Massetti, che riveste anche il ruolo di delegato nazionale per l’Energia e le Utilities di Confartigianato.

 

Tornando all’elaborazione diffusa da Confartigianato: l'esame della dinamica delle componenti della bolletta elettrica delle imprese evidenzia che nel primo trimestre 2019 la crescita rilevata in ottica congiunturale è da imputarsi esclusivamente all’intenso aumento del 17,5% degli Oneri fiscali e parafiscali – determinata dal +20,9% per Oneri generali di sistema- mentre la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore si ferma sul +1,1% e la Spesa per la materia energia diminuisce del 10,3%; su quest’ultima diminuzione influiscono la riduzione dei prezzi internazionali delle commodity energetiche, il calo del prezzo del gas naturale – su cui agisce la maggiore offerta di gas liquefatto - e l'arresto del trend rialzista dei prezzi dei permessi di emissione della CO2.

 

L’aumento rilevato in ottica tendenziale è da imputarsi alla crescita congiunta dell’8,4% degli Oneri fiscali e parafiscali – determinata dal +9,9% degli Oneri generali - e del +7,5% della Spesa per la materia energia mentre anche in questo caso la Spesa per il trasporto e la gestione del contatore cresce dell’1,1%. In particolare la Spesa per la componente energia diminuisce di 630 euro rispetto al trimestre precedente, ma cresce di 431 euro in un anno. La Spesa per oneri di sistema sale sui 4.559 euro, il massimo dall’inizio delle rilevazioni che supera del 21,7% il minimo di 3.747 euro toccato nel secondo e nel terzo trimestre del 2017. Alla luce delle differenti dinamiche delle voci della bolletta elettrica la spesa della Micro e Piccola impresa per Oneri fiscali e parafiscali (41,3% del costo totale, di cui 35,6% per Spesa per oneri di sistema e 5,8% per Accise) si riavvicina alla Spesa per la materia energia (43,9% del totale, di cui 39,0% di componente Energia e 4,9% di Dispacciamento), con un gap che si limita a 2,6 punti percentuali.

 

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