PMI NETWORK - Confartigianato Lombardia partner di un progetto per la competitività delle imprese transfrontaliere

29.01.2019

 

Incrementare la competitività delle piccole e medie imprese attraverso il trasferimento di tecnologie e conoscenze tra il mondo della ricerca e il mondo industriale. Questo l'obiettivo di PMI Network, il progetto finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg Italia Svizzera, che va incontro al bisogno di innovazione delle aziende in ambito transfrontaliero.

 

Più di 1 milione e 300 mila euro per realizzare un’innovazione aperta a beneficio soprattutto di micro e piccole aziende, che da sole non riescono ad accedere a idee e soluzioni tecnologiche che permetterebbero loro di creare più valore ed essere competitive sul mercato globale.

 

Tra i partner di PMI Network, che vede tra i capofila il Politecnico di Milano - Polo territoriale di Lecco e il  SUPSI - Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, figura anche Confartigianato Lombardia, insieme a Fondazione Politecnico di Milano, Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Lecco, Confartigianato Imprese Lecco, A.P.I. - Associazione Piccole e Medie Industrie di Lecco,  AITI - Associazione Industrie Ticinesi. 

 

“Il progetto PMI Network rappresenta per Confartigianato Lombardia una concreta opportunità per dare attuazione agli orientamenti strategici che ci siamo dati in tema di innovazione. – commenta Eugenio Massetti, Presidente Confartigianato Imprese Lombardia - Come Organizzazione di rappresentanza delle MPI non possiamo infatti sottovalutare che si sta trasformando il modo di fare impresa e che questo cambiamento, soprattutto nelle MPI, deve coniugare sia la dimensione tecnologica che quella dell’innovazione, frutto di collaborazioni tra imprese, università e centri di ricerca. Ed è proprio in questa logica che opereremo nello sviluppo del progetto, facendo networking con altri soggetti dell’ecosistema, valorizzando il ruolo delle Associazioni e dei loro Digital Innovation Hub, così da fornire risposte concrete e personalizzate alle imprese. Un modello capace di creare una comunità che accompagni le imprese in processi di innovazione e ricerca in collaborazione con Università ed esperti, che fornisca servizi di consulenza nella trasformazione di un modello produttivo e del prodotto e che auspichiamo possa tradursi in una forma innovativa di collaborazione, anche in una logica transfrontaliera, da promuovere all’interno dell’intero Sistema Confartigianato”.

 

Il Canton Ticino comprende 33.971 imprese e il 90% di queste opera nei settori secondario e terziario. Sono 1.549, inoltre, le aziende impiegate nei settori ad oggi di maggiore rilevanza per il Cantone (Meccatronico, Scienze della vita, ICT e Moda). Nel territorio lecchese operano 25.945 imprese, il 93% delle quali nel secondario e terziario. Forte la vocazione all’export (4,4 miliardi di euro di export nel 2017) e a mettersi in rete (ben 276 le imprese lecchesi coinvolte in contratti di rete), specie nei due distretti industriali che caratterizzano storicamente l’area lecchese: quello metalmeccanico (1.601 imprese) e quello tessile per arredo (167 imprese).

 

Per facilitare il dialogo tra imprese e il mondo universitario e della ricerca, il progetto prevede la nascita del Cooperation Framework, un modello innovativo di trasferimento tecnologico che si concretizzerà nella formazione di due figure: i coordinatori, che interagiranno con i ricercatori e gestiranno i contenuti della piattaforma e gli esperti che lavoreranno presso la Camera di Commercio e le e associazioni di categoria e guideranno le aziende nella rete del network. Parallelamente alla selezione e formazione degli esperti e coordinatori, verrà implementata una piattaforma digitale, che consentirà una continua interazione tra i vari attori del processo innovativo.

 

“L’area compresa tra il Canton Ticino e il territorio lecchese - afferma Marco Tarabini, coordinatore scientifico del progetto - conta più di 60.000 imprese operanti in settori chiave per le economie dei rispettivi paesi. PMI Network vuole essere un esperimento di cross fertilization in cui le competenze tecnico-scientifiche di Politecnico di Milano e di SUPSI possano diventare un patrimonio condiviso con le istituzioni locali a garanzia di un dialogo costante con il tessuto imprenditoriale.  Il Progetto si avvarrà di strumenti innovativi che consentiranno di raggiungere in modo capillare ed efficace le MPMI; pur avvalendosi di canali informatici all’avanguardia, il progetto si basa sulla centralità delle persone, sull’importanza della formazione e sulla necessità di creare reti di diverso livello per mantenersi competitivi in mercati che si modificano sempre più velocemente. Se da un lato la piattaforma digitale condivisa permetterà di interagire con i ricercatori e di accedere a contenuti e servizi in continuo aggiornamento, non mancheranno serate incentrate su tematiche di particolare interesse per distretti o filiere.

PMI Network ha tutte le caratteristiche per avviare un circolo virtuoso che, attraverso lo scambio di competenze e best practice, porterà a una creazione di una comunità di innovatori. La speranza è che la cooperazione tra imprese e territori porti ad un incremento della competitività nel mercato globale, con ricadute positive sull’economia dell’intera regione transfrontaliera”.

 

Il Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI si pone da sempre come un interlocutore attivo nei confronti delle aziende del territorio ticinese e svizzero - dichiara Emanuele Carpanzano, referente operativo di progetto e Direttore del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI - facendo della ricerca applicata e del trasferimento di conoscenze elementi fondanti della propria struttura didattica e di ricerca. Il progetto PMI Network costituisce un ulteriore elemento nella missione del Dipartimento che intende promuovere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle aziende locali e della regione Insubrica, con l’obiettivo di istituire una solida rete tra istituti, associazioni e aziende, che possa trarre mutuo beneficio da una più fervida collaborazione tra mondo della ricerca ed industriale e acceleri la capacità di innovare e fare impresa dei soggetti coinvolti”.



 

 

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