FISCO – Da oggi 1° luglio trasmissione di scontrini e ricevute per 250 mila imprese e lavoratori autonomi. Massetti: evitare temporanea applicazione sanzioni

01.07.2019

 

 

 

Da oggi 1° luglio, entra in vigore l’obbligo di memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate, interessando i soggetti con un volume d’affari superiore a 400.000 euro.

 

Dal 1° gennaio 2020, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri si estende a tutti i soggetti del commercio al minuto e attività assimilate (articolo 22 del D.P.R. n. 633 del 1972, decreto IVA).

 

La relazione tecnica del provvedimento che introduce l’obbligo – decreto legge 119 del 2018 – indica che sono 1 milione 157 mila le imprese e lavoratori autonomi che operano con scontrini a cui si sommano 575 mila soggetti che operano solo con ricevute, per un totale di 1 milione 732 mila imprese e autonomi con scontrini e ricevute, da cui si stimano poco più di 250 mila soggetti con un volume d’affari superiore a 400 mila euro.

 

Una analisi settoriale – seppur indicativa – dei settori interessati dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica si può desumere dalla distribuzione per comparti dei contribuenti che effettuano operazioni imponibili ai fini IVA verso consumatori finali, utilizzando in gran parte scontrini e ricevute fiscali. Prevale il settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli con il 28,6% dei contribuenti con operazioni B2C, seguito da Attività professionali, scientifiche e tecniche con il 14,4%, Costruzioni con 13,6%, Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione con 11,8%, Attività manifatturiere con 7,7%, Altre attività di servizi – in cui sono comprese imprese di riparazione pc e beni per uso personale e per la casa, lavanderie, tintorie, saloni di barbiere e parrucchiere, istituti di bellezza e pompe funebri – con il 5,6%.

 

I dati sulle fatture elettroniche – L’analisi dei dati dell’Agenzia delle entrate all’11 giugno 2019 evidenzia che da 3,3 milioni di soggetti – in linea con le nostre stime di inizio anno – sono state emessi 889 milioni di fatture elettroniche per un importo di 1,5 miliardi di euro. Tenuto conto dei livelli di attività per mese, si stima che a fine anno saranno emesse circa 2 miliardi di fatture, un ritmo di 64 fatture al secondo.

 

Nelle scorse settimane - dichiara il Presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti - la Confederazione è intervenuta nei confronti degli interlocutori istituzionali per evitare, in ogni caso, l’applicazione di sanzioni in capo a coloro che, incolpevolmente, non sono riusciti a dotarsi del registratore telematico.

 

 

 

 

 

 

 

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