CONGIUNTURA - III trimestre 2019: segnali positivi, da cogliere con attenzione. Massetti: su Impresa 4.0 lavoro quotidiano per diffondere la conoscenza delle opportunità per le nostre imprese.

12.11.2019

“I dati relativi alla produzione del terzo trimestre dell’anno hanno fatto registrare una sorprendente svolta positiva che, se da un lato accogliamo come una buona notizia, dall’altro va collocata attentamente nel contesto temporale e geografico – afferma Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia, a commento dei dati della congiuntura lombarda presentati oggi – Va considerato innanzitutto che si tratta di una “anomalia lombarda”, in un’Italia che continua ad avere dati negativi e in uno scenario internazionale non certo incoraggiante – basti pensare alla crisi della manifattura tedesca e alla guerra dei dazi. E inoltre, allargando lo sguardo alla media dei tre trimestri, risulta evidente uno spiccato rallentamento rispetto al 2018, che spiega anche le aspettative degli imprenditori artigiani, ancora negative. Segnali come la diminuzione degli ordini sul mercato interno, dove le nostre imprese sono prevalentemente presenti, insieme alla frenata di un comparto chiave quale la meccanica ci spingono a ragionare in modo obiettivo e razionale restando costantemente in allerta.”

 

Nel terzo trimestre 2019 si registra un incremento congiunturale della produzione delle aziende artigiane manifatturiere (+0,9%). Anche il dato tendenziale è positivo (+1,9%) e questi risultati consentono alla variazione media dei primi tre trimestri di attestarsi al +0,6%, in rallentamento rispetto alla crescita media annua del 2018 (+1,9%).

L’indice della produzione per le aziende artigiane sale a quota 99,6 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), ma ancora non riesce a superare quota 100.

 

Il quadro settoriale conferma il risultato positivo raggiunto nel trimestre: nessun comparto presenta infatti una flessione dei livelli produttivi rispetto all’anno precedente. Due settori evidenziano una situazione di stabilità (minerali non metalliferi e carta stampa). Tutti gli altri settori registrano invece incrementi produttivi, che variano dal +0,4% dell’abbigliamento al +5,6% delle manifatturiere varie. Significative anche le variazioni per pelli e calzature (+4,5%), alimentari (+3,7%), legno e mobilio (+2,7%), tessile (+2,2%) e siderurgia (+2,1%). Anche meccanica (+1,5%) e gomma-plastica (+1,3%) sono positivi ma con una crescita inferiore alla media del comparto.

 

Il dato medio generale nasconde andamenti differenziati fra le imprese: raggiungono il 45% le aziende in crescita e scendono al 35% quelle in contrazione.

Il fatturato risulta invariato in un’ottica tendenziale e negativo rispetto al trimestre precedente (-0,4%). Queste dinamiche portano ad una crescita media dei primi tre trimestri del 2019 dello 0,4%, anche in questo caso inferiore al +1,7% del 2018.

 

Il comparto artigiano rileva dati negativi per gli ordini interni in contrazione sia su base annua (-0,4%) sia rispetto al trimestre precedente (-0,5%), con un pre-consuntivo 2019 in sensibile contrazione (-1,1%). Svoltano in negativo anche gli ordini esteri (-0,6% congiunturale) ma sia il dato tendenziale (+2,2%) che la media dei primi tre trimestri 2019 (+3,0%) sono ancora positivi. La quota del fatturato estero sul totale per le imprese artigiane rimane poco rilevante (7,3% del fatturato totale) e in leggero calo.

 

Il saldo occupazionale è negativo (-0,4%), per via di un calo del tasso d’ingresso (2,2%) e un contestuale aumento del tasso d’uscita (2,6%). Stabile il ricorso alla CIG con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 2,6% e la quota sul monte ore allo 0,5%.

 

Le aspettative degli imprenditori artigiani sono pessimistiche, con saldi tra previsioni di crescita negativi per tutte le variabili.

 

Il tema del focus di approfondimento di questo trimestre è Impresa 4.0 e tecnologie digitali e mira a fornire informazioni utili per valutare opportunamente il grado di diffusione di tali tecnologie nel tessuto produttivo lombardo. L’obiettivo è quello di cogliere direttamente dalle imprese informazioni riguardo il grado di conoscenza delle tematiche di Impresa 4.0, quali sono le tecnologie più diffuse ed utilizzate, quali strumenti agevolativi ricorrono le imprese e quali servizi dovrebbero essere incentivati per dare maggiore impulso ai processi di digitalizzazione delle aziende. Il focus ci restituisce alcune evidenze statistiche sul comparto manifatturiero lombardo e mette in luce alcune tendenze in atto nell’ultimo triennio.

 

Per le imprese artigiane il livello di conoscenza si attesta al 58%, in miglioramento rispetto agli anni precedenti. Cresce all’11% la quota di imprese artigiane che hanno già implementato soluzioni.

Alle imprese che hanno dichiarato di aver già implementato soluzioni 4.0 è stato chiesto se e quali strumenti agevolativi hanno utilizzato. L’iper ammortamento rimane lo strumento più utilizzato (71%); segue il credito innovazione (nuova Sabatini, 47%), misura pensata proprio per le PMI. La quota di imprese che non ha utilizzato agevolazioni cala dal 6% del 2017 al 4% del 2019.

 

Per quanto concerne le soluzioni tecnologiche previste da Impresa 4.0 introdotte dalle imprese che hanno già investito o hanno programmato di farlo, si evidenzia una diffusione maggiore per le soluzioni per la manifattura avanzata (36%) anche se il dato è calato sensibilmente rispetto al 2018. Aumenta invece la diffusione delle tecnologie per l’integrazione verticale e orizzontale (18%) e per la simulazione (26%). L’utilizzo delle tecnologie industrial internet e IoT sale al 20%. Le altre soluzioni sono state introdotte da una percentuale più bassa di aziende.

 

I servizi che andrebbero incentivati per supportare l’implementazione delle tecnologie abilitanti sono principalmente il supporto finanziario (66%) la consulenza specialistica (37%), la formazione del personale (28%), e la richiesta di miglioramento delle infrastrutture (23%).

 

“I risultati dell’indagine confermano in gran parte le analisi del nostro Osservatorio sul tema, con una rilevante differenza relativa al livello di conoscenza degli strumenti. A noi risulta, da indagini condotte tra i nostri associati, una maggiore conoscenza di Impresa 4.0. Il dato non ci sorprende: siamo infatti convinti che all’interno del comparto coesistano imprese dinamiche e imprese in maggiore difficoltà. – conclude Massetti – Il nostro impegno quotidiano è quello di accompagnare le nostre imprese nel costruire le condizioni abilitanti per continuare a essere competitive in un contesto per molti versi nuovo e certamente ricco di sfide; lo facciamo innanzitutto cercando di diffondere la conoscenza sulle opportunità a loro riservate, attraverso la proposta di percorsi di formazione dedicati, aiutandole a coglierle concretamente ”.

 

Le imprese artigiane hanno i clienti principali spesso in prossimità dell’impresa stessa o al più nella stessa regione. Le imprese che ricavano più del 75% del fatturato dal cliente principale sono l’8,0%; il cliente principale è, per il 53,4% degli intervistati, una micro/piccola impresa fino a 50 addetti.

Nel 44,1% dei casi, vengono effettuati più degli acquisti del 25% con il fornitore/subfornitore principale.

 

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