ECO BONUS – Sconto in fattura, distorsione per un mercato di 334 mila interventi all’anno. Più esposte le MPI dei serramenti

15.11.2019

 

 

Negli ultimi cinque anni sono stati realizzati 1 milione e 776 mila interventi finanziati dall’ecobonus, di cui oltre 334 mila nel 2018. Nel dettaglio nell’ultimo anno sono stati realizzati 139 mila interventi di sostituzione dei serramenti, 89 mila per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, 70 mila per l’installazione di schermature solari.

 

Nel 2018 gli investimenti attivati ammontano a 3,3 miliardi di euro, di cui oltre 1,2 miliardi di euro sono stati destinati alla sostituzione dei serramenti, 484 milioni di euro a interventi su pareti orizzontali e inclinate, e 529 milioni a interventi su pareti verticali. L’investimento medio per intervento incentivato dall’ecobonus è di 9.900 mila euro, mentre per l’intervento maggiormente diffuso, quello della sostituzione dei serramenti, l’importo medio è di 7.700 euro.

 

Nell’arco dell’intero quinquennio 2014-2018, la quota principale delle risorse stanziate, pari a oltre 7,3 miliardi di euro, ha riguardato la sostituzione di serramenti; oltre 2,5 miliardi di euro sono stati invece destinati sia a interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate dell’edificio, sia all’installazione di caldaie a condensazione.

 

Il mercato degli interventi sostenuti dall’ecobonus è esposto a distorsioni della concorrenza a seguito dell’introduzione dello sconto in fattura per gli interventi relativi all’ecobonus e al sismabonus definito dell’articolo 10 del Decreto crescita, come evidenziato dall’Antitrust. Le norma ha registrato il no deciso di Confartigianato, ribadito in una comunicazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.  L’abrogazione della norma è stata richiesta  da  Confartigianato il 14 ottobre 2019 nell’incontro con il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il 29 ottobre scorso in audizione al Senato e il 31 ottobre al Tavolo nazionale convocato dallo stesso Ministro. Sul portale tutte le iniziative di Confartigianato su tema dello sconto in fattura ecobonus.

 

Una nostra analisi degli effetti della normativa sul sistema delle piccole imprese ha evidenziato che le imprese con una elevata quota di fatturato sul segmento dell’ecobonus rischia di dover rinunciare ad una ampia quota dei ricavi. In sintesi lo studio di Confartigianato evidenzia che per una impresa tipo di cinque addetti, se gli interventi per efficienza energetica pesano per il 50% del fatturato aziendale nell’‘arco di cinque anni l’impresa registrerà una riduzione del 37% del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica.

 

Se l’impresa è fortemente specializzata negli interventi per efficienza energetica, con un peso del 75% del fatturato dell’impresa, la situazione peggiora: in cinque anni l’impresa perderà oltre la metà (58%) degli interventi beneficiati da incentivi.

 

Maggiore esposizione per le MPI dei serramenti – Il valore del mercato dell’ecobonus (3,3 miliardi di euro) rappresenta il 4,6% dei 72,6 miliardi di euro di investimenti privati in rinnovo edilizio. Ma se consideriamo il segmento di mercato dell’ecobonus relativo ai serramenti (1,2 miliardi di euro), esso incide per il 10,4% del fatturato delle micro e piccole imprese (MPI) di produzione e installazione di serramenti. L’incidenza sale al 52,2% considerando le sole MPI imprese di installazione di serramenti e, in tali condizioni, diventa ampia la quota di imprese che non registrano una capienza sufficiente per praticare lo sconto a tutti i propri clienti. Nella filiera dei serramenti operano in Italia 52 mila micro e piccole imprese che danno lavoro a 140 mila addetti.

 

 

 

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