INTERNAZIONALIZZAZIONE – Export settori MPI a +1,8% nei primi 3 trimestri del 2019. I rischi per made in Lombardia: dazi, Brexit e frenata Germania.

10.01.2020

 

Nei primi nove mesi del 2019 in Lombardia cresce dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2018 l’export dei comparti a maggiore concentrazione di Micro e Piccola Impresa. Tale dinamica è più intensa della crescita delle esportazioni manifatturiere complessivamente considerate che segnano un lieve calo del -0,2% nello stesso periodo di tempo, mentre risulta inferiore alla performance del made in Lombardia di MPI registrata nei primi nove mesi del 2018 pari al +3,5%.

 

Tra i principali 10 mercati si osserva un sensibile aumento dell’export verso la Corea del Sud (+17,7%). Trend positivo anche per la Giappone (+5,7%) e Francia (+1,2%), mentre sono in territorio negativo Germania (-7,0%), Stati Uniti (-5,0%), Cina (-4,0%), Svizzera (-2,5%), Spagna (-2,4%), Regno Unito (-2,1%) e Hong Kong (-1,3%). In questo avvio di 2020 gravano alcuni fattori di incertezza che influenzano il commercio estero. Il prossimo 13 gennaio le autorità statunitensi concluderanno una consultazione relativa a 92 prodotti correntemente soggetti a dazi e ad oltre 300 prodotti italiani che sono presi in considerazione per essere gravati da nuovi dazi, che potrebbero arrivare fino al 100%. Il 31 gennaio scatta la Brexit e queste settimane sono decisive per la definizione di un accordo di commercio in grado di attenuare gli effetti sugli scambi commerciali dell’uscita del Regno Unito dell’UE. Last but not least la frenata della manifattura tedesca sta determinando sensibili effetti sulla domanda del made in Lombardia, con più della metà delle province lombarde (7 su 12) che registrano una flessione dell’export manifatturiero verso la Germania.

 

In chiave settoriale le esportazioni dei settori di MPI sono sostenute dal +7,1% del Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio, dal +7,1% dei Prodotti delle altre industrie manifatturiere, dal +5,9% di Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili, dal +5,4% dei Prodotti alimentarie dal +4,9% degli Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia), contenuta flessione per i Mobili con il -0,7%, più intensa per i Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature con il -4,3% e per i Prodotti tessili con il -1,2%.

 

Nell’analisi provinciale si evidenzia che la dinamica dei primi nove mesi del 2019 migliora in tre territori se confrontata con quella dello stesso periodo del 2018 e cioè per Milano, Pavia e Cremona: la prima con un incremento del +32,8% (meglio del +10,6% dei primi nove mesi del 2018), la seconda con il +5,3% (era il +3,6% nei primi nove mesi del 2018) e la terza con il +2,4% (era il +2,4% nei primi nove mesi del 2018).

Segno più del trend 2019, ma in peggioramento rispetto all’anno precedente, si registra a Bergamo dove l’export di MPI cresce del +0,8% (era del +1,2% nei primi nove mesi del 2018), Lecco con il +4,2% (era del +4,7% nei primi nove mesi del 2018), Sondrio con il +6% (era del +7,8% nei primi nove mesi del 2018) e Lodi con il +1,8% (era del +13,8% nei primi nove mesi del 2018).

Una dinamica negativa e in peggioramento si rileva nei restanti territori: Varese con il -5,3% (era il +5,0% nei primi nove mesi del 2019), Como con il -3,7% (era il +1,8% nei primi nove mesi del 2018), Brescia con il -2,9% (era il +5,3% nei primi nove mesi del 2018), Monza e della Brianza con il -1,9% (era il +3,1% nei nove mesi del 2018) e Mantova con il -1,5% (era il -1,3% nei nove mesi del 2018).

 

 

 

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