CORONAVIRUS – La Regione Lombardia chiede misure più restrittive. Massetti: Il cuore della Lombardia deve rallentare il suo battito. Occorre però che vengano messe in campo da subito tutte le misure necessarie per poter ripartire.

11.03.2020

 

 

 

Sarà decisa in queste ore la possibile chiusura di attività e servizi, quale ulteriore misura di contenimento della diffusione del virus Covid-19. Una decisione che origina da una esplicita richiesta del Governatore della Lombardia Attilio Fontana, di concerto con i Sindaci dei Comuni lombardi.

 

Così commenta il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti: “Siamo consapevoli del peso di questa richiesta alla comunità lombarda, e quindi anche alla piccola impresa e all’artigianato che noi rappresentiamo, di un sacrificio durissimo, senza precedenti, che potrebbe arrivare alla chiusura delle aziende o, quantomeno, al blocco di una parte delle attività produttive, commerciali e di servizio. Condividiamo la necessità di tutelare prima di tutto la salute delle persone, augurandoci di poter arginare l’emergenza il prima possibile.

 

In questo momento, le attività più a rischio sono – come accade di frequente – le piccole imprese: non tutte hanno risorse finanziarie, dotazioni tecnologiche avanzate, dimensioni organizzative tali da poter affrontare con soluzioni alternative a quelle “normali” un periodo lungo di incertezza, contingentamento e ridimensionamento delle proprie attività, non hanno la possibilità – se non limitatamente – di applicare le soluzioni dello smart working o della digitalizzazione delle attività produttive.

 

Gli imprenditori, i lori famigliari impegnati in azienda e i loro collaboratori hanno sempre dimostrato un grande senso di responsabilità, l’attaccamento a questa terra e il coraggio che ha sempre permesso alle aziende di non cedere alle difficoltà. Vorremmo quindi far prevalere, ancora una volta, questo senso di appartenenza e di comunità, garantendo piena e leale collaborazione alle scelte che le autorità competenti assumeranno nel primario dovere di tutela della salute, nella speranza di poter ripartire quanto prima. La casista delle situazioni imprenditoriali cui porterebbe ad un’analisi fuorviante, però alcune delle attività artigiane e produttive sono però indispensabili per non spegnere il battito del cuore della Lombardia e quindi per queste occorre garantire continuità, anche al servizio della comunità, tutelando i lavoratori con protocolli precisi.

 

Occorre, e questa una condizione fondamentale, che vengano messe in campo da subito tutte le misure straordinarie che noi abbiamo proposto. Chiediamo quindi che tali richieste vengano sostenute con adeguate risorse, commisurate alle reali necessità, da parte del Governo, dell’Europa e della stessa Regione, che avrebbe in sé tutte le capacità di attrarre investimenti”.

 

 

 

 

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