CORONAVIRUS – In Lombardia oltre 117 mila addetti nelle imprese artigiane lombarde dei servizi alle persone. Nei servizi il 37,5% dell'artigianato

12.03.2020

 

 

 

 

Con il Decreto dell’11 marzo viene disposta la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie. Sono interessate le attività di artigianato di servizio alle persone, ad esclusione di lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri.

 

Nei settori dei servizi alle persone a fine 2019 sono registrate 52.379 imprese artigiane, pari al 37,5% dell’artigianato, che danno lavoro con 117.685 addetti. Nei settori delle lavanderie, tintorie e servizi di pompe funebri sono registrate 2.544 imprese artigiane, nel comparto dell’autoriparazione sono registrate 10.581 imprese artigiane. Il perimetro delle attività artigiane di servizio alle persone che da oggi fino al 25 marzo sono chiuse comprende 39.254 imprese artigiane.

 

Caduta del fatturato delle MPI in accelerazione - Gli effetti della crisi da coronavirus sull’artigianato e le micro e piccole imprese non hanno precedenti per tipologia e velocità. Al 1° marzo le MPI lombarde indicavano un calo mensile del fatturato del 30%, nelle interviste realizzate nella prima settimana di marzo (2-4 marzo) il calo previsto arriva al 33%. 

 

Il peso dei servizi nell’artigianato lombardo - Nell’arco degli ultimi anni la composizione settoriale dell’artigianato si è sensibilmente modificata e il settore dei Servizi diventa – in valore assoluto – il primo comparto dell’artigianato con il 37,5% degli addetti (secondo gli ultimi dati disponibili al 2017), di 2,1 punti superiore al 35,4% del Manifatturiero e più di dieci punti superiore al 26,7% delle Costruzioni; complessivamente nelle imprese artigiane dei Servizi lavorano 188.396 addetti.

 

Nel dettaglio nei servizi alle persone, come visto sopra, lavorano 117.685 addetti, a cui si sommano i 70.711 addetti nei servizi alle imprese, pari al 14,1% dell’artigianato.

Naturalmente nella valutazione in termini relativi Costruzioni e Manifatturiero rimangono i settori a maggiore vocazione artigiana, il primo con un peso dell’artigianato pari al 50,9% degli addetti totali, il secondo con un peso del 18,5%, mentre tale incidenza nei Servizi è limitata al 6,9%.

 

Nell'arco di cinque anni la quota dei servizi nell'artigianato è salita di 3,3 punti, spinta dall'aumento di 2,1 punti della quota dei servizi alla persona - passati dal 21,3% del 2012 al 23,4% del 2017 - mentre sale di 1,2 punti la quota di addetti delle imprese artigiana dei servizi alle imprese.

 

Rispetto al 2009 la composizione settoriale dell'artigianato si è profondamente modificata: dieci anni fa l'occupazione nelle imprese artigiane si suddivideva in modo omogeneo nei tre macro settori, con il 36,0% degli addetti nel Manifatturiero, il 31,6% nei Servizi e il 32,0% delle Costruzioni.

 

Il ruolo predominante assunto dalla componente terziaria anche nell’artigianato si associa al rilevante peso dei Servizi sulla creazione di valore aggiunto dell’economia italiana, con una quota che è del 72,3% del valore aggiunto totale.

 

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