CORONAVIRUS - Confartigianato Moda al Premier Conte: ‘Vogliamo salvare le MPI italiane della moda’

30.03.2020

 

“C’è un settore produttivo, quello della moda italiana, da far ripartire subito con misure di rilancio per le 80mila micro e piccole imprese con 373mila addetti che rappresentano la stragrande maggioranza delle aziende del fashion made in Italy, di cui quasi un quinto hanno sede in Lombardia. Occorre concentrare le risorse sulle imprese che producono valore”.

 

Così Lorenzo Frigerio, Presidente di Confartigianato Moda Lombardia, spiega l’appello che Confartigianato Moda ha rivolto con una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale ha sottolineato le gravissime ripercussioni della crisi su questo settore di punta della manifattura made in Italy che indica come “il secondo asset strategico del Paese”.


Confartigianato Moda chiede che, a emergenza sanitaria superata, il Governo attivi un piano in cui, oltre alle risorse, si preveda un nuovo approccio finalizzato a promuovere sul mercato nazionale e all’estero il valore artigiano delle nostre produzioni della moda.


Oltre al sostegno dell’occupazione con gli ammortizzatori sociali per tutti i casi di crisi aziendali , Confartigianato Moda chiede una indispensabile iniezione di liquidità con garanzia pubblica al 100% e con modalità semplificate e accelerate, tassi agevolati e piani di rientro a lungo termine.


"La ripartenza delle piccole imprese – sottolinea Frigerio – andrà sostenuta anche con un credito d’imposta finalizzato alla creazione di prototipi e collezioni da presentare in Italia e all’estero".

 

E proprio per spingere sull’internazionalizzazione delle imprese, indica la necessità di agevolazioni per consentire ai piccoli imprenditori di promuovere, anche con il supporto di ICE Agenzia, i propri prodotti all’estero a costi minimi e in maniera sinergica e rafforzata con una forte e mirata comunicazione per valorizzare il vero Made in Italy.

 

Insieme alla spinta per favorire gli scambi commerciali, Confartigianato Moda ritiene necessario ricostruire un’adeguata distribuzione nazionale per sostenere i consumi sul mercato nazionale puntando sul valore distintivo dei prodotti realizzati dalle imprese italiane.


Secondo Confartigianato Moda, inoltre, “gli eventuali incentivi per riportare in Italia le produzioni di moda delocalizzate in Paesi a basso costo di manodopera andranno condizionati all’attuazione di strategie pluriennali tese anche a combattere i fenomeni di illegalità, di concorrenza sleale e di sfruttamento del contoterzismo”.


“Superata l’emergenza sanitaria, le nostre imprese vogliono rimettersi al più presto al lavoro. Oggi stiamo già facendo la nostra parte per risolvere il problema del fabbisogno di dispositivi di protezione individuale, come mascherine e camici, che vede la nostra Associazione di settore coordinare il processo di riconversione di tantissime nostre aziende tessili”.

 

 

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