CORONAVIRUS – Lockdown marzo-maggio per Covid-19 e concorrenza sleale pesano per 288 milioni di euro per imprese lombarde dell’acconciatura ed estetica

29.04.2020

 

 

Il mix di lockdown e concorrenza sleale sta generando ampie perdite per il settore dell'acconciatura ed estetica dove in Lombardia operano 26 mila imprese, di cui l’84% artigiane, che danno lavoro a 53 mila addetti.

 

La prolungata chiusura di parrucchieri e istituti estetici sta determinando forti perdite di fatturato delle imprese regolari. Inoltre nel settore si sommano, come evidenziato in precedenza, gli effetti della concorrenza sleale del sommerso. Le ultime stime disponibili nell’edizione di marzo 2020 dei conti nazionali dell’Istat (2020c) indicano che nel settore dei servizi alla persona e attività artistiche e di intrattenimento, nel quale sono ricompresi gli acconciatori e istituti di estetica, vi è una elevata incidenza del sommerso, con un tasso di irregolarità del lavoro, misurato in unità a tempo pieno, pari al 26,3% (riferita all’anno 2017); tale quota è di oltre dieci punti percentuale superiore al 15,5% rilevato per la media delle attività economiche. L’intensità del fenomeno è in accentuazione, con il tasso di irregolarità riferito ai servizi alla persona che è salito di 0,7 punti negli ultimi due anni rilevati (tra 2015 e 2017).

 

Nell’ipotesi di una espansione del sommerso in questo comparto che, nel corso del lockdown, portasse gli abusivi ad erodere quote del mercato regolare, si determinerebbe un ulteriore spiazzamento delle prestazioni delle imprese regolari che, anche nel mese di riapertura, registrerebbero una riduzione del fatturato potenziale.

 

Sulla base di queste valutazioni in Lombardia per il settore acconciatura ed estetica si stima una perdita economica nell’arco dei quattro mesi da marzo a giugno pari a 287,7 milioni di euro, 18,2% della perdita nazionale, con potenziali pesanti ripercussioni sull'occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 11 mila addetti del settore.

 

“Il settore benessere è tra quelli che maggiormente usciranno danneggiati dall’emergenza Coronavirus – commenta Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia – Siamo tutti d’accordo sulla necessità di tutelare la salute di persone, ma crediamo anche che osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie sia possibile ripartire in sicurezza. Siamo fortemente preoccupati per le gravi perdite che le imprese del settore stanno affrontando e dovranno affrontare, tra mancati ricavi, costi di adeguamento e concorrenza sleale”.

 

 

 

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