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ENERGIA - L'allarme per le imprese lombarde

19 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Arriva la mazzata: +10,8% è il rialzo delle commodities energetiche registrato a ottobre su settembre, di gran lunga più elevato rispetto al +4,2% registrato il mese precedente.


Secondo i dati aggiornati di Confartigianato, le micro e piccole imprese italiane con consumi elettrici inferiori a 2.000 MWh pagano l’energia il 22,1% in più rispetto alla media dell’Unione europea a 27. Il differenziale determina un extracosto nazionale di 4.601 milioni di euro. La Lombardia è in testa alla graduatoria regionale, con un aggravio che attraversa il tessuto produttivo e i rapporti di fornitura e pesa 870 milioni di euro.


“Per le nostre imprese il costo dell’energia è una questione di competitività — afferma Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Imprese Lombardia —. Pagare l’elettricità più dei concorrenti europei significa partire in svantaggio, ogni giorno. Sono risorse che vengono assorbite dalle bollette e che potrebbero essere destinate a nuovi macchinari, innovazione e occupazione. In Lombardia questo problema investe l’intero sistema delle filiere, nelle quali le piccole imprese svolgono lavorazioni e custodiscono competenze essenziali”.


Dalle lavorazioni plastiche, al trattamento metalli, fino al legno-arredo e alle altre attività manifatturiere, la pressione energetica assume forme diverse secondo i processi produttivi, i consumi e le condizioni di fornitura. Per le imprese artigiane e i piccoli fornitori, il margine per assorbire gli aumenti è spesso stretto. Anche trasferirli sui prezzi delle commesse può essere difficile, soprattutto quando si lavora sulla base di accordi già definiti.


Qualche esempio di PMI artigiana tipo:

- una PMI lombarda del legno arredo che consuma 60.000 kWh di energia all’anno vede un aumento del +51,2% a ottobre 2026 su ottobre 2025,che vuol dire oltre 600 euro in più; circa 3.700 euro in un anno.

- Un’attività del trattamento metalli che consuma 800.000 kWh di energia all’anno vede un aumento del 53,7%, che vuol dire 7 mila euro in più sul mese, ammontare che contribuisce ai +40 mila euro in un anno. Per non parlare del gas, dove - con un consumo annuale di 150.000 metri cubi -, abbiamo un peso di 8 mila euro su ottobre 2025 (+70,6%); oltre 36 mila euro in un anno.

- Una meccanica che consuma 80.000 kWh di energia all’anno vede un aumento del +51,5% a ottobre 2026 su ottobre 2025, che vuol dire oltre 900 euro in più; 5 mila euro in un anno.

(fonte CEnPI, Confartigianato Energia)


Sottolinea Massetti: "Le imprese devono poter programmare la produzione e gli investimenti senza vedere continuamente rimessi in discussione i propri conti. La salvezza per molti sono gli investimenti in soluzioni green di efficienza energetica, ad esempio pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, che stanno permettendo di ammortizzare questa impennata. C’è da sottolineare che il risultato delle elezioni midterm americane ha già portato un primo segnale di alleggerimento, con le quotazioni sul 2027 dell’energia scese del 4% e del gas a -5%. Inoltre, i mercati si aspettano la fine della fase rialzista e un calo più marcato dalla prossima primavera”.

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