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EDILIZIA – Oggi su "Il Giornale" l'allarme di Confartigianato Lombardia: bonus e incen

Si fanno le prime stime dell’ammontare della perdita del settore Costruzioni causata dall’emergenza Covid-19, e i numeri non sono incoraggianti. Secondo l’Osservatorio di Confartigianato Lombardia, siamo di fronte alla peggiore crisi degli ultimi 25 anni. A marzo 2020 infatti si registra in Italia la maggiore flessione dell’indice di produzione dell’edilizia dal 1995 a oggi: -35,4% rispetto a marzo 2019; un calo che, pur diffuso anche in altre parti d’Europa, vede l’Italia seconda solo alla Francia nella triste classifica di chi ha perso di più stilata dall’Ufficio statistico dell’Unione Europea Eurostat. L’effetto del Coronavirus sul comparto si annuncia quindi di vari punti peggiore rispetto alla crisi del 2008-2009 e del 2012-2013.


L'allarme di Confartigianato Lombardia è rilanciato oggi anche sulle pagine de "Il Giornale". Qui l'articolo in versione web: https://www.ilgiornale.it/news/milano/crisi-senza-precedenti-litalia-pu-salvarsi-solo-se-riparte-1868012.html


“Parliamo di un comparto che nella sola Lombardia conta 130 mila imprese, di cui 96 mila sono artigiane – spiega il Presidente della Categoria Edilizia di Confartigianato Lombardia, Virginio Fagioli – Nelle imprese artigiane lavorano il 51% degli addetti del settore, oltre 134mila persone”. Un settore che ha una forte vocazione alla micro e piccola impresa, dove il 99,7% delle imprese hanno meno di 50 addetti, ma dove è molto diffuso anche il gioco di squadra, soprattutto con l’obiettivo di raggiungere nuovi clienti e mercati: tre MPI su 4 in Lombardia hanno relazioni con altre imprese, sia come subfornitrici che committenti, o anche come membri di consorzi o ATI. “Sulla base delle survey effettuate tra i nostri associati, stimiamo un calo di fatturato nel trimestre marzo-maggio del 53,2% per le MPI del settore Costruzioni lombarde – continua Fagioli – Significherebbe una perdita di fatturato che raggiunge i 4 miliardi di euro, pari al 13,9% del fatturato annuo”.


L’impatto maggiore sulla gestione finanziaria delle imprese si verifica a causa dei mancati incassi (segnalati dal 93,7% degli intervistati); il 75,2% segnala mancati pagamenti da parte dei privati, il 19% da parte della P.A. Criticità nel cash flow sono state sperimentate dal 71,5%. Uno scenario difficile, che desta preoccupazioni sul futuro: il 3,4% delle imprese intervistate pensa che dovrà chiudere nei prossimi mesi, il 36,8% crede non ci sarà un pieno recupero. Solo una su due si attende un pur graduale ritorno alla normalità.


“Incentivi come il Bonus 110% del Decreto Rilancio rappresentano un importante aiuto per risollevare le sorti del settore e di tutta la sua filiera, che oltre alle imprese edili include molte altre imprese artigiane, dagli impiantisti, ai serramentisti, fino ai trasportatori – commenta il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti – ma perché poi lo siano nel concreto è indispensabile che non ci siano lungaggini determinate dalla loro complessità di applicazione. Un rischio reale, visto che gli esperti fiscali delle nostre Associazioni ci hanno già segnalato nei giorni scorsi una decina di criticità applicative, la cui risoluzione richiederà tempo, depotenziando gli effetti espansivi dei provvedimenti. Le incertezze sugli ambiti applicativi, unite a quelle di burocratiche relative al visto di conformità rilasciato dai professionisti e all’asseverazione di tecnici abilitati, compromettendo l’immediata operatività delle disposizioni, rappresentano un freno allo sviluppo del nuovo mercato generato dalla conversione delle detrazioni in crediti d’imposta liberamente cedibili, senza il quale le micro e piccole imprese sono soggette ad una insostenibile penalizzazione anticoncorrenziale”.


L’Osservatorio di Confartigianato Lombardia ha calcolato l’impatto delle detrazioni fiscali sull’occupazione nel settore Costruzioni in Lombardia, stimando che gli investimenti fatti nel 2019 per ristrutturazioni ed ecobonus ammontino a 6,8 miliardi di euro, assorbendo 46.600 occupati del settore: di fatto quasi un occupato su 5 (il 19% degli occupati del settore Costruzioni al IV trimestre 2019): “I numeri sull’utilizzo degli incentivi in Lombardia confermano la validità di questo strumento per il rilancio del settore: nel 2018 sono stati 80 mila gli interventi sostenuti da ecobonus, per 785 milioni di investimenti, di cui quasi il 40% nell’ambito dei serramenti, quasi il 25% nell’ambito dell’installazione e la restante quota nell’edilizia; un intervento su due ha riguardato edifici costruiti prima del 1970, a dimostrazione di come esista nella nostra regione un patrimonio edilizio vecchio, la cui riqualificazione può avere una spinta significativa dagli incentivi”, afferma Virginio Fagioli. “Abbiamo grandi aspettative anche dall’utilizzo dei 400 milioni che Regione Lombardia ha destinato agli Enti locali per i lavori pubblici cantierabili, con l’auspicio che venga considerato il principio dell’affidamento dei lavori a kilometro zero”.



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