CATEGORIE - Moda, kick off bergamasco per il format "La moda che verrà"
- 17 ore fa
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Confartigianato Bergamo ha ospitato l'evento di lancio del nuovo format “La moda che verrà”, promosso da Confartigianato Lombardia in collaborazione con la sua Federazione Moda. Un appuntamento che ha riunito imprenditori, rappresentanti istituzionali, esperti del settore, giovani imprenditori, studenti e docenti di Azienda Bergamasca Formazione e Italian Fashion School per riflettere sulle prospettive future di uno dei comparti simbolo del Made in Italy: il tessile-moda.
Tra i protagonisti della serata anche Mattia Berveglieri, imprenditore e content creator diventato un punto di riferimento sui social per i suoi contenuti dedicati alla lettura critica delle etichette e alla diffusione di una maggiore consapevolezza nel consumo della moda.
A contribuire all'atmosfera dell'evento, due modelle hanno accolto il pubblico indossando abiti ispirati a due icone del patrimonio italiano, Venezia e Roma, trasformandosi in vere e proprie ambasciatrici del legame tra moda, territorio e cultura.
"La moda italiana sta attraversando una fase di profonda trasformazione - ha dichiarato il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti. La competitività del Made in Italy si giocherà sempre più sulla capacità di valorizzare ciò che ci rende unici: il saper fare delle nostre imprese, il legame con i territori, la qualità delle competenze e la capacità di innovare senza perdere la propria identità. Non possiamo competere rincorrendo i costi più bassi; dobbiamo invece rafforzare il valore culturale, produttivo e umano che ogni prodotto porta con sé. Per questo è fondamentale investire sui giovani, sulle competenze e su filiere sempre più collaborative e integrate".
Ad aprire l'incontro la vice Presidente Vicario di Confartigianato Imprese Bergamo, Nadia Palazzi, che ha ricordato come la moda italiana non sia soltanto produzione e manifattura, ma rappresenti cultura, identità e capacità di raccontare i territori attraverso il saper fare delle imprese.
I dati presentati dall'Osservatorio di Confartigianato Lombardia, illustrati dalla ricercatrice Licia Redolfi, hanno delineato un quadro complesso ma ricco di potenzialità. Nella sola provincia di Bergamo operano oltre mille imprese del comparto moda, di cui il 64% artigiane, con una netta prevalenza di micro e piccole realtà. Un tessuto produttivo radicato e dinamico che, pur avendo affrontato negli ultimi dieci anni una significativa riduzione di imprese e addetti, continua a dimostrare una capacità di resilienza superiore rispetto ad altri territori lombardi.
Tra i temi centrali emersi durante il confronto vi è stata la necessità di interpretare correttamente il momento che il settore sta attraversando. Come sottolineato dal Presidente della Federazione Moda di Confartigianato Lombardia, Massimo Vielmi, non si può parlare semplicemente di crisi, ma di una profonda trasformazione strutturale. La moda sta ridefinendo i propri equilibri in un mercato globale sempre più competitivo, nel quale l'Asia non rappresenta più soltanto una piattaforma produttiva, ma un concorrente diretto anche sul piano della qualità.
In questo scenario, la tradizionale eccellenza manifatturiera italiana resta un patrimonio imprescindibile, ma è chiamata a confrontarsi con nuove dinamiche di mercato, con le sfide della sostenibilità, della digitalizzazione e dell'evoluzione dei consumi. Il futuro del settore richiederà una crescente capacità di innovazione e una visione condivisa lungo tutta la filiera.
Particolarmente apprezzato l'intervento di Mattia Berveglieri, che ha raccontato ai numerosi giovani presenti in sala il proprio percorso professionale: dalle difficoltà degli esordi fino alla costruzione di un'attività di successo specializzata nella produzione conto terzi di jersey e felpe. Con grande autenticità ha sottolineato come la sensibilità verso la qualità di un capo nasca dalla conoscenza dei materiali, dei processi produttivi e dall'esperienza diretta sul campo. La semplice lettura dell'etichetta, ha spiegato, non basta a comprendere il valore di un prodotto.
Ai giovani ha lanciato un messaggio chiaro: fare esperienza in azienda, imparare il mestiere e non lasciarsi sedurre dalle scorciatoie o dalle facili illusioni spesso proposte dai social. Il successo richiede passione, competenza e perseveranza.
A chiudere la serata, moderata dal Presidente della Federazione Moda di Confartigianato Como Davide Gobetti, sono state due testimonianze che incarnano altrettanti volti dell'imprenditoria moda del territorio. Da un lato Gianluigi Scarpellini, alla guida di Daritex Sportswear, storica azienda manifatturiera giunta alla terza generazione e attiva dal 1953 nella produzione Made in Italy. Dall'altro Daniela Cervi, fondatrice di Manomancina, brand di borse e accessori nato quasi per scommessa e cresciuto con determinazione, creatività e spirito indipendente fino a conquistare una propria identità sul mercato.
Il messaggio conclusivo emerso dal convegno è stato chiaro: il futuro della moda non va subìto, ma costruito. Un futuro nel quale il successo non sarà determinato dalla capacità di produrre di più, bensì dalla capacità di produrre meglio. Digitalizzazione, sostenibilità, valorizzazione del capitale umano e identità territoriale rappresentano le direttrici lungo le quali il comparto dovrà continuare a innovare per rafforzare il valore autentico del Made in Italy.
Tra un boccone, una chiacchierata e gli immancabili selfie con Mattia Berveglieri, si è chiusa una serata ricca di spunti e partecipazione. Un successo che lascia aperta la porta a nuove edizioni di quello che potrebbe diventare un vero e proprio format dedicato alla moda che verrà.

































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