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COMUNICAZIONE - L'intervista editoriale del nostro Presidente Massetti per Il Giorno

Burocrazia, tasse, credito, ma anche dazi e accordi commerciali internazionali. Nell’intervista pubblicata da Il Giorno, il nostro Presidente Eugenio Massetti richiama la politica a una responsabilità chiara: difendere la competitività delle micro e piccole imprese in una fase di forti tensioni globali.

Il quadro resta fragile. Manifattura e costruzioni arrivano da anni difficili, i margini sono compressi e l’incertezza internazionale pesa sulle decisioni di investimento.


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Tra i fattori che preoccupano di più ci sono le nuove tensioni sui dazi e il riassetto degli equilibri commerciali globali. Per un tessuto produttivo come quello lombardo, fortemente orientato all’export, ogni barriera aggiuntiva diventa un costo che si somma a quelli già presenti sul fronte interno. “Noi abbiamo bisogno di mercati aperti – è il senso del ragionamento di Massetti – ma anche di regole eque, che non penalizzino le nostre imprese rispetto a chi produce in contesti con standard diversi”.


In questo scenario si inserisce anche il dibattito sull’accordo UE–Mercosur, che divide il mondo agricolo ma chiama in causa più in generale il tema della reciprocità nelle regole commerciali. Massetti richiama la necessità di tutelare qualità, sicurezza e tracciabilità delle produzioni, evitando che la competizione si giochi solo sul prezzo, a scapito delle imprese che rispettano standard elevati.


Accanto alle tensioni internazionali restano poi i nodi strutturali italiani: burocrazia, pressione fiscale, accesso al credito e tempi della giustizia civile. Infine, il tema del lavoro. Per Massetti serve un cambio di passo sulle politiche per l’occupazione e le competenze: meno costo del lavoro per chi assume, più strumenti per trattenere giovani e professionalità, in un Paese dove il rischio è vedere partire insieme persone e imprese.

Il messaggio è netto: in un mondo che alza barriere e moltiplica le incertezze, non si può chiedere alle imprese di reggere da sole. Servono scelte politiche coraggiose, capaci di alleggerire i pesi interni e difendere la competitività italiana sui mercati internazionali.

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