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COMUNICAZIONE - Mezz'ora di economia: basta il valore per competere sul mercato di oggi? Il Made in Italy alla prova della realtà

  • 31 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 7 mag

Made in Italy è sinonimo di qualità, eccellenza, saper fare. Un patrimonio riconosciuto nel mondo, costruito da una rete diffusa di artigiani e piccole imprese che tengono insieme competenze, territorio e identità. Ma, in un mercato così complesso quale quello attuale, basta tutto questo per essere competitivi?

In un contesto segnato da costi crescenti, regole cavillose e concorrenza globale, fare impresa in Italia significa ogni giorno trovare un equilibrio tra valore e sostenibilità economica.


È da qui che parte la nuova puntata di Mezz’ora di economia, il programma condotto da Roberta Cassina e Livia Ronca, in onda martedì 31 marzo alle 19.25 (e in replica sabato 4 aprile alle 10.55) su Telelombardia. Ospiti dello speciale Lorenzo Pinetti, Presidente di Confartigianato Bergamo, e Stefano Micelli, Professore ordinario di International Management presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.


"L’innovazione nasce dentro una comunità fatta di relazioni, fiducia e collaborazione. E dentro questa sfida c’è un tema decisivo: i giovani. In territori come Bergamo, dove molte imprese sono guidate da imprenditori over 50, rendere attrattivo il fare impresa diventa una responsabilità concreta. Anche per Confartigianato, che sta lavorando su progetti dedicati per avvicinare le nuove generazioni e accompagnarle in questo percorso. Perché senza giovani, non c’è impresa. E senza impresa, non c’è territorio". E' il pensiero espresso da Eugenio Massetti in trasmissione, durante la rubrica Parola al Presidente.



In puntata, si guarda anche al futuro, partendo da quanto i giovani desiderino essere imprenditori e giocarsi in prima persona in una loro attività. Al centro, il progetto Up Skills Bergamo, promosso da Confartigianato Bergamo, un percorso di ascolto diretto ai ragazzi per capire cosa cerchino davvero nel lavoro. Non una lezione calata dall’alto, ma un confronto aperto a giovani che si dimostrano pronti a mettersi in gioco se trovano senso, spazio e possibilità di esprimersi.

Perché il punto non è solo essere competitivi oggi. È capire se saremo capaci di trasmettere il valore dell’impresa a chi vorrà farla domani.

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