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DL RISTORI - Confartigianato: A imprese subito indennizzi commisurati a danni

Aggiornato il: 30 ott 2020


Confartigianato esprime preoccupazione per la situazione sanitaria italiana in continuo aggravamento a causa della diffusione del virus Covid-19. La rincorsa ai mezzi di contenimento proposti dal Comitato Tecnico Scientifico e adottati dal Governo e dalle Regioni, in ordine sparso e a volte contraddittorio, disorienta gli artigiani e i piccoli imprenditori. Nei mesi scorsi hanno adottato, sopportandone i costi, le misure di contenimento dei contagi previste dai Protocolli per la sicurezza, in molti casi dopo aver dovuto chiudere completamente la loro attività per lunghe settimane.

Ora – sottolinea Confartigianato – vengono di nuovo poste limitazioni all’esercizio di attività per le categorie d’impresa del vasto mondo della ristorazione, pasticcerie e gelaterie comprese.


Pretendiamo di sapere – aggiunge Confartigianato – che queste misure siano di reale utilità. Chiediamo di essere consultati nell’adozione dei provvedimenti che interessano le imprese e oggi abbiamo incontrato, insieme con le altre Confederazioni delle PMI, il Presidente Conte e i Ministri Gualtieri e Patuanelli per rappresentare le esigenze del vasto mondo delle imprese interessate dalle nuove limitazioni all’attività di ristorazione, pasticcerie, gelaterie e della filiera connessa, fino al trasporto persone.


L’incontro – fa rilevare la Confederazione – è stato utile per trovare le mitigazioni possibili per i danni che tali attività subiscono. Queste imprese devono essere indennizzate in misura commisurata al danno e gli interventi di sostegno devono essere erogati con immediatezza: su questo abbiamo apprezzato le assicurazioni forniteci dal Governo, che a sua volta ha apprezzato il nostro senso di responsabilità nella ricerca di soluzioni possibili. Attendiamo di leggere nel testo del decreto gli impegni assunti. Non deve esserci dispersione di risorse verso chi non ha subìto danni e devono essere destinate rigorosamente ed esclusivamente al ristoro e al sostegno dello sviluppo e della ripresa.


COSA PREVEDE IL DECRETO ‘RISTORI’

Il Governo con il decreto ‘Ristori’, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, stanzia altri 5,4 miliardi per tamponare l’emergenza provocata dalla pandemia. Si tratta di risorse recuperate tra i capitoli di spesa inutilizzati, gli “avanzi” di cassa dei finanziamenti monstre, circa 100 miliardi, messi in campo dall’inizio della crisi. Il grosso delle risorse va alla proroga della Cig, alle nuove indennità e al bis per i ristori a fondo perduto (circa 4 miliardi complessivi), un miliardo va a turismo, cultura e spettacolo. Previsti anche aiuti a fiere internazionali, e a manifestazioni e congressi del mondo della cultura, oltre a risorse specifiche per agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.


Circa 2,4 miliardi andranno al ristoro di 460 mila attività costrette a ridurre l’orario o a chiudere con il nuovo Dpcm, compresi taxi e Ncc. Per queste imprese ci saranno anche l’azzeramento dei contributi per il mese di novembre, il credito d’imposta al 60% per gli affitti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre e la cancellazione della seconda rata dell’Imu del 16 dicembre.

Per i ristori ci sarà un doppio binario, per chi lo ha già avuto l’indennizzo sarà automatico e arriverà con bonifico sul conto corrente da parte dell’Agenzia delle entrate “entro il 15 novembre“, come annunciato alle categorie dal ministro dell’Economia Roberto Gualtie