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MECCANICA – Prospettive per le MPI lombarde della meccanica nell’estate 2021

Aggiornato il: lug 23




IMPRESE: NUMERI E TREND - Il comparto della meccanica risulta particolarmente variegato e complesso poiché ne fanno parte imprese che svolgono attività notevolmente differenti: dalla lavorazione dei metalli, alla produzione di macchine, di articoli sportivi, di giocattoli, di apparecchi per uso domestico, di autoveicoli, di locomotive e altri mezzi di trasporto fino alla riparazione e manutenzione di prodotti in metallo, macchinari, computer e periferiche.

La Lombardia in questo perimetro conta 42.593 imprese totali che rappresentano il 24% della meccanica italiana: di queste imprese poco meno della metà (49%) sono artigiane (20.846 unità).

Tra le province italiane a più alta specializzazione artigiana nel settore della meccanica troviamo Lecco (1^ nella classifica nazionale per valore dell’indice di specializzazione) e Brescia (2^). Seguono le province di Varese (6^), Bergamo (7^), Monza e Brianza (8^), Pavia (9^) e Como (11^).

Nel dettaglio in queste 7 province lombarde si rileva una diffusione maggiore del 'saper fare artigiano' nei settori di: Fabbricazione di altre macchine utensili, Fabbricazione di altre apparecchiature elettriche, Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici, Trattamento e rivestimento dei metalli, Produzione di alluminio e Fabbricazione di giochi e giocattoli.

Permane questa diffusa specializzazione nel settore, seppur le due crisi finanziarie precedenti alla crisi Covid-19 abbiano dato vita ad una fase selettiva delle imprese: dal 2015 al 2019 si contano complessivamente 2.079 imprese registrate della meccanica lombarda in meno. L'80% di questo calo trova spiegazione nella riduzione di 1.660 unità artigiane, determinata in misura maggiore dalla flessione del numero di imprese della meccanica di produzione. Nello stesso periodo si rileva per l'artigianato un trend di crescita per le attività della meccanica che operano nell’ambito della riparazione e manutenzione.


TREND DI INIZIO 2021- L'Italia, la più colpita dal virus, è l'unico Paese europeo che non sarà in grado di recuperare i livelli di PIL pre crisi (2019) entro il prossimo anno (2022). Queste stime previsive risultano però costantemente riviste al rialzo, grazie anche alla velocità di prosecuzione del piano vaccinale.

L'attuale rimbalzo produttivo trova sostegno da parte delle imprese del manifatturiero e delle costruzioni che trainano la ripresa, mentre restano in affanno i servizi.

In tale vivace contesto tornano a salire la fiducia e le aspettative delle imprese insieme alla domanda interna sostenuta dell'incremento degli investimenti non solo nelle Costruzioni, ma anche nei Macchinari. Questi ultimi vedono il trend di crescita (+3,5%) salire più della media UE27 (+1,5%) e recupereranno e supereranno i livelli pre-covid nel 2022.

A livello nazionale la dinamica della produzione nei primi 4 mesi del 2021 resta negativa rispetto al I trimestre 2019 (-0,3%), ma risulta essere migliore del -1,3% dell'intera manifattura.

Sul fronte lombardo al I trimestre 2021 l'indice della produzione del settore della meccanica rimbalza dopo aver registrato un trend in costante discesa dal II trimestre 2020, resta comunque al di sotto dei livelli 2019 sia per l'industria che per l'artigianato.

A giugno 2021 le attese sugli ordini restano positive e più sostenute per i macchinari (+25,8) rispetto alla media manifatturiera (+19,5): conseguenza, questa, della dinamica di crescita degli investimenti.


EXPORT- Nel 2020 il valore dell'export di prodotti della meccanica ammontava a 45,6 miliardi, pari al 28% dell'export nazionale di beni del settore e al 40% del made in Lombardia. Il 47,2% delle vendite sui mercati esteri dei prodotti della meccanica made in Lombardia è costituito da macchinari.

A livello nazionale nel I trimestre del 2021 la vendita su mercati esteri di prodotti della meccanica recupera registrando un +1,8% rispetto al I trimestre 2019. Ciò non accade in Lombardia dove le esportazioni segnano un -2,8% a causa della debolezza della domanda straniera dei 3 principali settori in cui si concentra il 71% delle vendite: macchinari (-4,2%), metalli (-4,8%) e autoveicoli (-6%).

Per quanto riguarda il valore dell’export di macchinari la nostra regione, insieme a Veneto e Emilia-Romagna, si posiziona 3^ nella classifica ibrida europea. Ciò conferma la leadership nel settore del ‘triangolo dei macchinari’, che si compone della nostra regione (che contribuisce per il 43% al valore dell’export di macchinari del ‘triangolo’), Veneto ed Emilia-Romagna: tre territori che sono caratterizzati da una diffusa presenza di micro-piccole imprese e che insieme riescono a cumulare un valore dell'export maggiore di quello di Francia e Spagna.

Va considerato, inoltre, che l'Italia tra i paesi europei è quello che rileva il più ampio coinvolgimento delle imprese di micro-piccole dimensioni (75,1%) nell'export diretto di prodotti della meccanica.

LAVORO - La fase di recupero, nonostante sia ancora debole e, per questo, non sufficiente a recuperare i livelli pre-crisi covid-19, spinge la quantità e la qualità del lavoro. A luglio 2021 il numero di assunzioni previste per operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche e operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori sono 8.770, 830 in più rispetto alle 7.940 previste a luglio 2019. Si osserva, inoltre, una quota elevata, pari al 55,2%, di entrate di operai specializzati nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche difficili da reperire: valore maggiore di 22,5 punti rispetto alla quota media di entrate difficili da reperire rilevata per tutti i settori (32,7%) e di 4,2 punti rispetto alla quota rilevata a luglio 2019 per le stesse figure professionali (51,0%).


RISCHI - La faticosa fase di recupero resta compromessa dall'incremento incessante del prezzo delle materie prime, con i prezzi dei metalli che a maggio tornano sui livelli di 10 anni fa: ciò indubbiamente rappresenta un ostacolo alla capacità competitiva delle imprese della meccanica ampiamente coinvolte dal fenomeno.

Tra le imprese del settore quelle per cui si rileva un aumento maggiore delle attese sui prezzi delle materie prime a giugno 2021 sono: Metallurgia, Fabbricazione di prodotti in metallo e Fabbricazione di macchinari.


MPI- La Lombardia è la 3^ regione per peso delle MPI della meccanica sul totale economia, dopo Emilia-Romagna e Veneto. Tra le 38 province per maggior peso delle MPI sul totale economia (>valore nazionale pari all'1%), 10 sono lombarde e ai primi posti troviamo le due maggiormente specializzate: Lecco (2,6%) e Brescia (2,5%).

Rispetto agli altri principali paesi europei, l’Italia registra la presenza più elevata di MPMI nella meccanica (72,4% vs 48,5% media EU27). Il numero di addetti in queste realtà supera del 26% il numero di addetti in MPMI in Francia e Spagna messe insieme. La struttura delle imprese non compromette le performance del settore: le MPI italiane della meccanica registrano per il valore aggiunto, nel periodo 2013-2018, un aumento del 18,1% superiore al +14,6% della Francia, al +12,2% della Germania e al +7,5% della Spagna. A conferma di questo trend vi è la crescita del valore aggiunto della meccanica, al netto di auto e siderurgia, che è più sostenuta in Italia, dove la dimensione media delle imprese è di 10 addetti/impresa, rispetto a Germania e Francia, entrambe con dinamiche inferiori a quella italiana e con dimensioni d'impresa maggiori.

La quota di MPI che svolgono attività innovative è pari al 53,3%: tale quota si alza nel manifatturiero (62,6%). Se si considera la dinamica della capacità innovativa e di ricerca, nel periodo 2017-2018, è proprio il settore della meccanica quello in cui si osserva la crescita più sostenuta del +9,3%, superiore al +5,9% della manifattura. Inoltre, nei settori della meccanica - divisioni Ateco 2007 19, 24, 25, 28 e 33 - si rileva un incremento della spesa in ricerca e sviluppo nei settori a più elevata presenza di MPI

Oltre a ciò, le imprese della meccanica si distinguono per l’elevata quota di imprese, pari al 72,8% (>71,2% media manifatturiero), che hanno implementato azioni per ridurre il proprio impatto sull’ambiante, incrementando attività a favore dell’economia circolare (contenimento e adeguato trattamento dei rifiuti).

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