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CHIUSURE ESTETICA - A novembre a rischio 30 mld di fatturato del settore

Aggiornato il: 13 nov 2020


L’attuale chiusura dei centri estetici in Lombardia porterà una perdita complessiva di fatturato del settore pari a 30 milioni di euro per il solo mese di novembre, che sommata agli effetti del lockdown di primavera arriva a 113 milioni di euro, pari al 31,2% del fatturato annuo.

È questa la stima fatta dall’Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, che ha valutato gli effetti del blocco dell’attività delle oltre 8 mila imprese lombarde, in cui lavorano 14 mila addetti. Un settore caratterizzato da un’elevata presenza femminile (l’87,5%) e da una forte vocazione artigiana (sono artigiane il 75,1% delle imprese del settore).

Il calo stimato, che unisce le perdite subite tra marzo e giugno, pari a 87 milioni di euro, a causa del mix tra lockdown e concorrenza sleale, agli effetti della chiusura al momento prevista fino al 3 dicembre, conferma come le imprese lombarde stiano subendo un forte contraccolpo dalla crisi Covid-19: circa due terzi del calo del fatturato del settore dell’estetica nelle cinque regioni oggi zona rossa vengono registrati proprio in Lombardia.



“La nuova chiusura delle attività di estetica nelle zone rosse penalizza e mette a rischio imprese già provate dal lockdown primaverile, che nonostante le difficoltà hanno continuato nei mesi successivi ad offrire i propri servizi con professionalità e grande attenzione al rispetto delle linee guida igienico-sanitarie approvate dalla Conferenza delle Regioni, per garantire la tutela degli imprenditori, dei loro collaboratori e dei clienti. – afferma Sandra Landoni, Presidente del Gruppo Regionale Estetiste di Confartigianato Lombardia - Ai danni della prima chiusura prolungata e ai costi sostenuti per continuare ad operare nella massima sicurezza si sono aggiunte peraltro le ulteriori perdite derivanti dalla concorrenza sleale degli operatori abusivi. Operatori che, già esercitando in assenza delle prescrizioni di legge sia sul piano formativo che igienico-sanitario, in quel frangente hanno oltretutto rappresentato ancor più di sempre un serio rischio per la salute dei cittadini. Temiamo che la nuova chiusura possa portare con sé anche una nuova impennata dell’abusivismo, insieme alle evidenti difficoltà economiche per le imprese che esercitano questa professione nel pieno rispetto delle regole. Noi siamo pronti a fare quello che la situazione sanitaria richiede, come avvenuto finora, ma chiediamo quanto meno di conoscere le motivazioni per cui si sia deciso di chiudere le attività di estetica e non alt