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CONGIUNTURA - III trimestre, le imprese reagiscono ma la seconda ondata renderà ardua la risalita


“In queste settimane che stiamo trascorrendo nell’occhio del ciclone della seconda ondata di Covid-19, riesce particolarmente difficile commentare i dati relativi all’andamento delle imprese nel III trimestre 2020. Purtroppo, il contesto sta cambiando a una velocità tale che ciò che era vero pochi giorni fa è ora messo in discussione. Se, quindi, le nostre imprese avevano dimostrato negli scorsi mesi nonostante tutto una buona capacità di reazione e di ripresa, oggi siamo nuovamente in balia dell’incertezza. – afferma Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Lombardia, a commento dei dati della congiuntura lombarda presentati oggi – Le imprese scontano nuove difficoltà che minano ulteriormente la – parziale – solidità riconquistata: i fronti aperti restano la domanda interna ed esterna, debole e volatile, la mancanza di liquidità e la difficoltà ad adeguarsi ai cambiamenti rapidissimi che i modelli di consumo hanno subito. Non che queste difficoltà arrivino inaspettate. Lo dimostrano le aspettative, negative praticamente su tutti i fronti, espresse dalle imprese già a conclusione dello scorso trimestre. La nostra preoccupazione è data dal sommarsi di questi effetti, per cui temiamo che dopo questa seconda caduta risalire diventi molto arduo anche per chi ci era riuscito, o ci aveva almeno provato, alla fine della prima ondata”.


Il terzo trimestre 2020 registra per le aziende artigiane manifatturiere un rimbalzo congiunturale consistente della produzione (variazione congiunturale destagionalizzata +25,2%) e un’attenuazione della contrazione tendenziale (contenuta al -5,3%).

L’indice della produzione risale a quota 93,8 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), lontano dal livello di riferimento dell’anno base.


A livello settoriale solo i Minerali non metalliferi mostrano un significativo recupero dei livelli produttivi (+2,2% tendenziale). Flessioni limitate si registrano per la Gomma-plastica (-1,6%) e gli Alimentari (-1,8%), mentre diminuzioni tendenziali comprese tra il -3% e il -5% caratterizzano la Siderurgia (-3,6%), la Meccanica (-4,2%) e il Legno-mobilio (-5,2%). Ancora gravi le perdite per Tessile (-7,8%), Carta-stampa (-8,5%), Manifatturiere varie (-9%) e Abbigliamento (-11,7%), fino ad arrivare al crollo registrato dalle Pelli-calzature (-32%).

Il dato medio generale nasconde andamenti disomogenei non solo a livello settoriale ma anche tra le stesse imprese: le aziende che segnalano una forte contrazione produttiva scendono al 46% mentre quelle che indicano incrementi di produzione superiori al 5% salgono al 31% (erano il 17% lo scorso trimestre).


Il fatturato a prezzi correnti cala del -5,5% tendenziale ma l’indice di Unioncamere Lombardia (94,8) si avvicina nuovamente al livello dell’anno base (2010=100) dopo aver toccato il livello minimo storico lo scorso trimestre (76,8).