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EVENTI - L'incontro del nostro Consiglio Direttivo con l'Assessore regionale Massari

  • 10 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Oggi il Consiglio Direttivo di Confartigianato Lombardia ha incontrato l'Assessore regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda, Debora Massari, per un confronto sui circuiti del turismo esperienziale che coinvolgano l'artigianato e le MPI.


"Condividiamo convintamente un approccio che promuova una connessione stabile con l'Assessorato: Confartigianato Lombardia non intende essere un semplice stakeholder da consultare, ma un attore di sistema in un dialogo complesso che porti a fattor comune il contributo che portiamo sui diversi Tavoli regionali, in costante dialogo con l’Assessorato al Turismo, così come con l’Assessorato allo Sviluppo economico e alla Cultura" ha introdotto il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti.


"Stiamo lavorando per una più autentica valorizzazione dell'artigianato nei percorsi di turismo esperienziale, nell'ottica di non disperdere le eccellenze e anzi di accoglierle come protagoniste in un lavoro di marketing territoriale inclusivo ed esperienziale. In questo senso, Milano dovrà essere porta d’ingresso per i turisti per tutta la Lombardia" ha dichiarato l'Assessore Massari.



I punti essenziali del dialogo: 

1) Co-progettazione: dalla governance “di confronto” alla governance “di filiera”

Confartigianato Lombardia crede fermamente nella governance multilivello, che si traduca in co-progettazione stabile con gli attori economici: non solo consultazione, ma costruzione congiunta di prodotti, campagne, standard qualitativi e strumenti di accesso per le imprese.

In questa logica, all’interno della nostra Confartigianato Lombardia abbiamo strutturato il Team turismo, con rappresenta tutti i territori e le province, capace di esprimere quella capillarità che caratterizza il nostro Sistema, valorizzando la rete diffusa delle micro e piccole imprese, in piena coerenza con l’obiettivo regionale di strutturare un turismo attrattivo “fuori dai flussi di massa” e slegato dalla stagionalità.

2) Turismo esperienziale: ora servono strumenti che rendano i percorsi “praticabili”

L’enfasi del Piano su borghi e valore dell’esperienza è condivisibile. Ma perché funzioni davvero, serve rendere l’esperienza “praticabile” per le imprese: spazi adeguati, requisiti minimi, micro-investimenti per accoglienza e fruizione, percorsi di qualità. Stiamo, dunque, lavorando a un circuito regionale del turismo esperienziale che veda protagoniste le imprese, le botteghe, gli spazi del lavoro artigiano lì dove sono, in città come nei piccoli comuni. Stiamo mettendo a punto criteri semplici e chiari (accessibilità, sicurezza, fruibilità, narrazione), ma sicuramente servono strumenti a supporto per un efficace adeguamento leggero di laboratori e “luoghi del fare”. L’obiettivo è trasformare la produzione in una meta di incontro, senza snaturarla; un ottimo esempio è quello offerto già oggi dai 33 Musei d’impresa che garantiscono un’esperienza unica ai visitatori, raccontando storie e tradizioni e proiettandoli in un futuro sostenibile.

3) Partnership tra capoluoghi: mettere in rete domanda e offerta, non solo eventi

La scelta regionale di sostenere turismo esperienziale e destagionalizzazione con linee dedicate a Comuni capoluogo e partenariati di Comuni va nella direzione giusta.

La proposta è farne una leva strutturale: promuovere partnership tra capoluoghi di provincia che creino “ponti” tra grandi attrattori e territori diffusi, collegando eventi, mobilità, accoglienza e soprattutto esperienze produttive. I capoluoghi possono funzionare da “hub” di domanda e narrazione, i territori da “luogo dell’esperienza”. È anche un modo concreto per capitalizzare la visibilità olimpica, come il Piano prevede, e farla ricadere sull’intera regione. 

4) Moda: il premium come valorizzazione del saper fare (e come marketing territoriale)

Se il Piano afferma che la Lombardia deve raccontarsi con un’identità forte e riconoscibile, capace di parlare ai mercati globali, allora la moda è un asse imprescindibile. E va gestita come leva di valorizzazione del saper fare, non solo come vetrina. In questo senso, accogliamo con favore l’impostazione di sostegno a progetti di sviluppo e crescita per premium brand e alla transizione ecologica e digitale. In particolare, condividiamo il rafforzamento di tale impostazione secondo due direttrici:

  • acceleratori per premium brand rivolti anche alle micro e piccole imprese che oggi restano bloccate nel ruolo di “terzisti”: servono strumenti per salire di gamma, presidiare design, identità, canali e reputazione;

  • legalità come valore competitivo: protocolli e strumenti di tracciabilità, tutela del lavoro regolare e contrasto alle filiere opache. Una moda credibile è anche una moda “pulita”: per reputazione internazionale e per attrattività.

5) Nuovi linguaggi e canali: il racconto deve restare coerente con l’autenticità

La spinta verso comunicazione digitale, contenuti immersivi e creator è una scelta coerente con i pubblici contemporanei. La proposta è che questo racconto venga costruito non solo “sui luoghi”, ma “sulle persone e sul lavoro” e con loro; anche su questo piano il Sistema Confartigianato in Lombardia è un partner formidabile, in grado di scovare e raccontare storie altrimenti nascoste: siamo convinti, infatti, che la Lombardia debba essere riconosciuta come destinazione in cui l’esperienza nasce dall’incontro con chi produce. È qui che turismo, marketing territoriale e moda trovano una linea comune: autenticità e identità, non artificio.

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