OSSERVATORIO MPI - Trasformazione digitale tra ripresa degli investimenti, nodo delle competenze e diffusione dell’IA
- 17 feb
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Nel 2025 la digitalizzazione delle imprese lombarde registra un’accelerazione significativa, con il 75,7% delle imprese che ha investito in almeno un ambito del digitale. Per le MPI tale quota si attesta al 73,3%, risultando di 5,3 punti superiore al valore del 2024. L’intelligenza artificiale è utilizzata da quasi una micropiccola impresa su cinque, soprattutto nei Servizi, mentre l’adozione cresce sensibilmente tra le imprese guidate da under 35. L’IA viene impiegata da artigianato e MPI prevalentemente come strumento di supporto operativo per attività di marketing, gestione clienti e funzioni amministrative, più che per la trasformazione dei processi produttivi core. L’artigianato inoltre presidia il segmento di offerta di beni strumentali e di servizi per l’implementazione delle tecnologie con 34mila imprese, il 15% del totale Nonostante la diffusa disponibilità all’innovazione, persistono criticità rilevanti. Gli elevati costi delle tecnologie rappresentano uno dei principali ostacoli agli investimenti, mentre quasi la metà delle imprese che non utilizza l’IA dichiara di non sapere come sfruttarne le potenzialità. Il nodo centrale resta la carenza di competenze digitali avanzate: nel 2025 oltre la metà delle imprese lombarde fatica a reperire personale qualificato, con difficoltà ancora più accentuate per le micro e piccole imprese e per il comparto artigiano.
La posizione del Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti:
“C’è un equivoco che va superato una volta per tutte: la transizione digitale non è un affare riservato alle big tech o alle multinazionali. Non è una partita che si gioca solo nei grandi hub dell’innovazione. In Lombardia la trasformazione digitale parla il linguaggio delle micro e piccole imprese, che stanno dimostrando di essere protagoniste di questo cambiamento. I dati del nostro Osservatorio evidenziano che gli investimenti digitali tra le MPI sono ormai una scelta strutturale: non si tratta di un adeguamento formale, ma di una trasformazione concreta che incide sull’organizzazione, sulle competenze e sui modelli di business. Anche l’intelligenza artificiale viene adottata come leva operativa per rendere più efficienti processi, relazioni con i clienti e attività gestionali. Proprio perché il nostro sistema produttivo è composto in larga parte da imprese di piccola dimensione, la digitalizzazione non può essere standardizzata. Ha bisogno di percorsi sartoriali, costruiti sulle specificità settoriali e dimensionali, accompagnati da competenze adeguate e servizi qualificati. L’innovazione, per le MPI, è un processo di integrazione intelligente, non un semplice acquisto di tecnologia. Per questo servono politiche industriali coerenti e finanziamenti a lungo raggio, non misure episodiche. Occorrono strumenti stabili che offrano una direzione chiara nel tempo, capaci di attivare anche investimenti privati: le imprese investono quando percepiscono una traiettoria credibile e duratura. La doppia transizione – digitale e green – sarà davvero efficace solo se metterà al centro il tessuto delle micro e piccole imprese. Sono loro che rendono concreta l’innovazione nei processi produttivi e nei servizi, contribuendo in modo determinante alla competitività futura della Lombardia.”
Investimenti digitali 2025
Nel 2025 il 75,7% delle imprese lombarde ha investito in uno o più ambiti del digitale, valore superiore di 5,1 punti rispetto al 2024, quando la quota si attestava al 70,6%. A livello provinciale, la quota più alta di imprese che hanno effettuato almeno un investimento digitale si osserva per Milano (79,5%), Monza-Brianza (77,7%), Bergamo (74,3%) e Varese (72,8%). Il primo e più immediato impatto che questi investimenti hanno sul capitale umano è la formazione. Il 28,7% delle imprese che hanno investito nel digitale dichiara infatti di aver attivato corsi di formazione del personale per integrare nel processo aziendale nuove tecnologie e sviluppare ulteriormente il modello di business a partire dagli investimenti realizzati.

La quota di micro-piccole imprese con meno di 50 dipendenti (MPI) che nel 2025 hanno effettuato almeno un investito nei vari ambiti del digitale si attesta al 73,3%, valore superiore di 5,3 punti rispetto a quello del 2024, quando si attestava al 67,9%. A livello provinciale, la quota più alta di MPI che hanno effettuato almeno un investimento digitale si osserva per Milano (77,3%) e Monza-Brianza (75,6%), Brescia (73,1%) e Como (72,0%).

Le competenze sono il fattore critico
Nell’ultimo miglio della tecnologia rimane critica la carenza di competenze: secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel 2025 le imprese lombarde faticano a trovare il 50,2% del personale a cui sono richieste elevate competenze per l’applicazione di tecnologie digitali quali intelligenza artificiale, cloud computing, Industrial Internet of Things (IoT), data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain. Questa quota sale al 55% per le micro piccole imprese e raggiunge il 68,7% per l’artigianato. La maggior difficoltà delle MPI rispetto al totale delle imprese a reperire profili dotati di conoscenza rispetto all’uso di tecnologie digitali la si rileva per tutte le province lombarde. Maggiori criticità le riscontrano le micro e piccole imprese di Mantova (con 66,1% di entrate con conoscenze elevate per l’applicazione di tecnologie digitali difficili da reperire), seguite da Brescia (61,4%) e Bergamo (60,4%).

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