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MOBILITA’ – Rinviato il divieto di circolazione per i diesel Euro 4

Aggiornato il: gen 9


È stata accolta dal Ministero dell’Ambiente la richiesta di rinvio dell’entrata in vigore del divieto di circolazione per le auto diesel Euro 4, presentata dalla Regione Lombardia insieme ad altre tre regioni (Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna).


Il divieto sarebbe dovuto entrare in vigore lo scorso 1 ottobre, ma era già slittato all’11 gennaio di quest’anno a causa dell’emergenza Covid. Le Regioni hanno quindi chiesto una nuova deroga, sempre motivata dall’epidemia in corso.


“Confartigianato Lombardia negli scorsi mesi ha evidenziato come, nell'attuale situazione economica, il blocco della circolazione avrebbe messo in grave difficoltà le imprese che stanno vivendo forti difficoltà causate proprio dalla pandemia in corso, chiedendo un rinvio del divieto al 2021 – ha commentato il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti – Ringraziamo Regione Lombardia per avere dimostrato anche in questa occasione grande attenzione alle esigenze delle imprese. È stata sostenuta una soluzione di buonsenso, che tiene conto del particolare contesto attuale”.


Regione Lombardia, insieme alle altre tre Regioni coinvolte, ha comunque confermato il proprio massimo impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti nell’area padana in un’ottica di sostenibilità ambientale, attenzione alla qualità dell’aria e di tutela della salute dei cittadini. Per questa ragione, contestualmente al rinvio delle misure di restrizione sugli autoveicoli, è stata condivisa la necessità prevedere al contempo adeguate misure compensative per la qualità dell’aria” – ha dichiarato Raffaele Cattaneo, Assessore Ambiente e Clima di Regione Lombardia.


La Lombardia, insieme alle altre Regioni del Bacino Padano, ha inoltre ribadito la richiesta al Governo di lavorare con urgenza a un piano straordinario di interventi strutturali che consentano di ottemperare a quanto previsto dalla condanna della Corte di Giustizia Europea del novembre 2020 circa la qualità dell’aria nel nostro Paese. Nonché di attuare le misure già previste e condivise con la Commissione Europea, nel protocollo sottoscritto a giugno 2019, al termine del Clean Air Dialogue dal Presidente del Consiglio.


Per velocizzare il più possibile questo processo, verrà richiesto un incontro al Governo. L’obiettivo è discutere adeguate linee di finanziamento ai progetti che le quattro Regioni hanno già presentato per il piano nazionale Next Generation Eu per un valore di 2 miliardi.



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