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OSSERVATORIO MPI - Tendenze e prospettive a inizio 2024 per la Lombardia

“Dal lavoro di inizio anno dell’Osservatorio MPI si evince che l’economia della nostra Lombardia sta rallentando e, tra i fattori di maggior responsabilità, c’è il calo degli investimenti - chiarisce il Presidente di Confartigianato Lombardia, Eugenio Massetti - Le conseguenze di questa situazione sono chiare, in particolare l’affievolimento della capacità del sistema d’impresa di affrontare le transizioni in atto, da quella demografica a quella digitale fino a quella correlata al tema della sostenibilità. Com’è possibile aspettarsi dalle piccole imprese che colgano le sfide della contemporaneità senza che abbiano i mezzi per farlo? ” 


“Le MPI hanno sostenuto 1,8 miliardi di maggiori costi a causa dell’incremento dei tassi da giugno 2022 a settembre 2023 - ricorda il Segretario generale di Confartigianato Lombardia, Carlo Piccinato - Tale situazione, assieme a criteri di offerta più stringenti, ha comportato una minore domanda di finanziamenti destinati agli investimenti e alla flessione dei prestiti”.


Tra i fattori che stanno rallentando il passo dell’economia della nostra regione figura il calo degli investimenti che nel lungo periodo potrà comportare l’affievolimento della capacità del sistema d’impresa di affrontare le transizioni in atto da quella demografica a quella digitale fino a quella correlata al tema della sostenibilità. 

Tale condizione scaturisce dal caro tassi da cui dipende l’innalzamento del costo del credito: 1,8 miliardi di extra costi sostenuti dalle MPI a causa dell’incremento dei tassi da giugno 2022 a settembre 2023.

Ciò, assieme a criteri di offerta più stringenti, ha comportato una minore domanda di finanziamenti destinati a investimenti e alla flessione dei prestiti alle imprese (-6,1% a settembre 2023 rispetto a settembre 2022) più accentuata per le piccole (-9,0%).

 

Il 2023 che si è delineato come un annus horribilis per il commercio internazionale. Per la Lombardia si stima nei primi 9 mesi del 2023 che il volume degli scambi internazionali si riduce dello 0,7%, flessione più contenuta del -5,5% rilevato per il totale Italia.



Anche per il 2023 il lavoro si conferma variabile traino. Il numero di occupati negli ultimi 12 mesi risulta in salita (+1,7%) seppur si riduce l’intensità di crescita (era +2,4% la dinamica registrata un anno fa). 

La difficoltà nel trovare manodopera rappresenta senza dubbio uno dei principali problemi delle imprese per il 2023: la quota di entrate ritenute difficili da reperire passa dal 41%, del 2022, al 45%, del 2023, salendo di 4 punti. 

 

Il sistema d’imprese lombardo si conferma vitale nonostante le diverse vicissitudini. Il numero totale di imprese registrate (949.679) in Lombardia al III trimestre 2023 resta pressoché stabile rispetto all’anno precedente (-0,2%, pari a 1.600 unità in meno). Per l’artigianato si rileva una variazione tendenziale che seppur negativa (-0,7%) migliora la dinamica dell’anno precedente (-2,4%). Il saldo dell’artigianato, dato dalla differenza tra iscrizioni e cessazioni non d’ufficio, migliora, quasi raddoppiando quello dello stesso periodo dell’anno precedente, e passando da +364 a +662. Il buon andamento dell’artigianato trova conferma anche nella performance della produzione manifatturiera  che si attesta su livelli positivi (+0,5%), se pur rallenta il passo di crescita  rispetto ad un anno fa quando segnava un +4,9%.

 

La capacità di resilienza del sistema d’impresa lombardo, dove le micro e piccole realtà rappresentano il 99% e l’artigianato il 25%, ha finora spinto e trainato la ripresa post pandemia: la Lombardia si conferma infatti regione leader in Italia nella risalita post 2020, con un recupero del PIL nel 2024 del 6,7%.



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