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CORONAVIRUS – Il Governo proroga al 3 maggio le restrizioni

Prorogato fino al 3 maggio il lockdown. Questa è la decisione assunta ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri con il nuovo DPCM che entrerà in vigore da martedì 14 aprile, prorogando sostanzialmente le restrizioni introdotte con i precedenti provvedimenti, con qualche eccezione e qualche precisazione.


Reiterati tutti i limiti agli spostamenti, la chiusura delle scuole, lo stop alle attività produttive e commerciali non essenziali. Nuove regole per le attività aperte, come l’obbligo di indossare le mascherine per i dipendenti e di mettere a disposizione prodotti per disinfettare le mani vicino alle casse o anche alle tastiere dei bancomat.


Rispetto alle attività per le quali si autorizza la ripartenza, all’elenco dei codici Ateco ritenuti essenziali e già previsti dai precedenti provvedimenti, il decreto autorizza l’uso delle aree forestali, per la produzione della legna, la fabbricazione dei pc, la silvicoltura, nonché la ripresa delle attività di produzione di fertilizzanti e prodotti chimici per l’agricoltura e a quella di utensileria manuale. Riprende la produzione del sughero, ma anche gli articoli in paglia e i materiali da intreccio, le attività di riparazione e manutenzione di aerei e treni, oltre alla cura e manutenzione del paesaggio. Via libera anche alle opere idrauliche.


Per quanto riguarda le attività commerciali, niente più divieti per l’ingrosso di carta e della cancelleria, per le librerie e le cartolibrerie e per i negozi per bambini, unica eccezione consentita nel settore dell’abbigliamento. Si prevede che nei piccoli negozi, entro i 40 metri quadri, si entri uno per volta e con la presenza di massimo due operatori. Per scaglionare gli accessi si prevedono anche “ampliamenti delle fasce orarie”.


Per le attività produttive che restano sospese, dal 14 aprile sarà comunque possibile entrare in azienda per vigilanza o manutenzione, per la gestione dei pagamenti (a partire dalle buste paga) e per la sanificazione. Consentita anche la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino, nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture, sempre previa comunicazione al Prefetto.


Resta la possibilità per le Regioni di emettere ordinanze ancora più restrittive di quelle dello Stato.


QUI il DPCM 10 aprile 2020



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