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LAVORO – Confartigianato: "No ammortizzatore sociale unico. Si ammortizzatore sociale universale"


Sì ad ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, no ad un unico ammortizzatore sociale identico per tutti i settori. E’ la posizione espressa da Confartigianato al Governo nel confronto sui sistemi di protezione sociale per i lavoratori.Secondo Confartigianato le ipotesi di riforma degli ammortizzatori sociali non devono essere condizionate dalla situazione di straordinaria emergenza provocata dalla pandemia da Covid 19. Vanno invece contestualizzate rispetto alle specificità settoriali, ai sistemi di relazioni sindacali in essere ed agli strumenti che da anni svolgono tali funzioni. In particolare, l’idea di un ammortizzatore unico, con prestazioni e contribuzioni uguali per tutti, metterebbe sullo stesso piano aziende medio-grandi, che in tempi ordinari fanno un ricorso elevato alla cassa integrazione guadagni con periodi di sospensione molto lunghi e con causali e modalità di utilizzo costruite su misura per le loro esigenze, con imprese di piccola e piccolissima dimensione che hanno necessità ben diverse.

Per Confartigianato creare un ammortizzatore unico sarebbe inutilmente più costoso e complesso per tanti, più conveniente solo per i pochi grandi utilizzatori, che evidentemente vedono nella riforma la possibilità di ridurre il costo della contribuzione. Non vorremmo – sottolinea Confartigianato – che l’idea dell’ammortizzatore sociale unico con unica contribuzione celasse il tentativo di fare pagare ai “piccoli” le tante ore di cassa integrazione dei “grandi”.

Confartigianato ricorda le caratteristiche di efficienza ed efficacia del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, Fsba, che, in base ai principi di sussidiarietà e mutualità, eroga prestazioni di sostegno al reddito per i lavoratori delle imprese artigiane, anche quelle con un solo dipendente. FSBA anche in questi mesi di emergenza , ha mostrato grande efficienza e rapidità nei tempi di intervento.

Inoltre, per Confartigianato vanno collegati e integrati l’erogazione delle misure di sostegno al reddito e gli interventi per il ricollocamento e il reinserimento nel mercato del lavoro, anche rafforzando il principio della condizionalità. A questo proposito, l’assegno di ricollocazione va riportato alla sua funzione originaria di sostegno al reinserimento nel mercato del lavoro dei soggetti disoccupati. Così come occorre rafforzare i Centri per l’impiego, le Agenzie per il Lavoro e, in generale, i servizi per il lavoro con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta.


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